Quella volta che Piero Pelù infilò un preservativo sul microfono di Vincenzo Mollica. Video

Nel 1993 i Litfiba erano all'apice del loro successo. Al Primo Maggio l'istrionico frontman non mancò di far parlare di sé per un gesto davvero irriverente nel backstage...
Quella volta che Piero Pelù infilò un preservativo sul microfono di Vincenzo Mollica. Video

Nel 1993 i Litfiba erano all'apice del loro successo.

La band toscana aveva già pubblicato quattro album, "Desaparecido", "17 re", "Litfiba 3", "El diablo" e all'inizio dell'anno avevano spedito nei negozi il quinto, "Terremoto", che aveva confermato la formazione guidata da Piero Pelù come uno dei punti di riferimento del rock nazionale. Già tra i protagonisti del Concerto del Primo Maggio nel 1990 e nel 1991, quell'anno i Litfiba furono invitati a partecipare nuovamente alla grande manifestazione organizzata in Piazza San Giovanni a Roma dai tre sindacati. Impegnati con la promozione di "Terremoto", Pelù e compagni fecero ascoltare all'affollatissima piazza romana - quell'anno del cast facevano parte anche Ligabue, Fabrizio De André, Robert Plant e gli Iron Maiden - un loro cavallo di battaglia e alcuni brani tratti dal disco. E l'istrionico .frontman non mancò di far parlare di sé e di sollevare un bel polverone per alcune dichiarazioni sul palco e un gesto davvero irriverente nel backstage.

Accompagnato dai suoi compagni di band, Pelù - che sul palcò si presento con una maglietta con il volto di Che Guevara - si esibì di fronte alla piazza e alle telecamere di Rai3 per più di mezz'ora. I Litfiba aprirono il loro set con "El diablo" e già sul secondo pezzo, "Soldi", arrivò la prima provocazione del cantante: "Vogliamo parlare un po' di droga, ragazzi? Di soldi? Quanti tossici ci sono in parlamento. Ahi ahi ahi ahi. Segretari, deputati, puttane di potere". Dopo "Maudit" e "Prima guardia", Pelù si lasciò andare ad un'altra dura dichiarazione, prima di "Il mistero di Giulia", stavolta indirizzata nientemeno che al Papa (quello in carica, all'epoca, era Giovanni Paolo II): "Ora siamo a Roma, a casa sua. Io mi domando: com'è che il Papa parla sempre di sesso? Lui dovrebbe essere tutto metafisico, teologico... Cazzo gliene frega a lui? Scusate, non è che voglio fare... Siamo ospiti, del resto... In Italia siamo alla sua corte... Papa, ma sai 'na sega te!". Chiudendo poi il set con "Dimmi il nome".

Ma fu nel backstage, poco prima dell'esibizione dei Litfiba, che Piero Pelù diede il meglio di sé. Chiamato da Vincenzo Mollica - conduttore di quell'edizione insieme a Paolo Zaccagnini - a commentare l'esibizione di Robert Plant sul palco, il rocker toscano si divertì a punzecchiare l'opinione pubblica infilando un preservativo sul microfono di Mollica:

"Noi stasera siamo qui per presentare la nostra lista alle prossime elezioni, che non saranno anticipate ma annunciate da un bel po'. Proponiamo una nostra lista, il Partito della Prevenzione...".

La regia, fiutando l'odore della provocazione, che era proprio dietro l'angolo, cominciò a mostrare sullo schermo immagini della folla, ma venne richiamata da Pelù, che chiese di essere inquadrato:

"Il Partito della Prevenzione ha come simbolo... Io vi prego di inquadrarlo, anche se vedo che la regia ovviamente fa finta di nulla... Speriamo che non ci seghino anche questo particolare...".

E quando il rocker tornò ad essere inquadrato, tirò fuori un preservativo e lo infilò, per l'appunto, sul microfono del cronista, che mostrò non poco imbarazzo (e provò anche a nasconderlo, come potete vedere nel video che trovate qui sotto, alla telecamera, ma senza successo).

Pelù spiegò poi che il suo fu un gesto simbolico contro la morale cattolica che in Italia impediva di parlare di prevenzione dell'Aids. Quella provocazione gli costò però la censura al Primo Maggio qualche anno più tardi, nel 1997, quando la diretta di Rai3 saltò proprio nel momento in cui i Litfiba salirono sul palco di Piazza San Giovanni.
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