Hipgnosis all'assalto della diligenza delle Canzoni (parte I/II)

Mentre le piattaforme di streaming guadagnano le prime pagine, un nuovo sport impazza nell’industria musicale: la Caccia al Catalogo
Hipgnosis all'assalto della diligenza delle Canzoni (parte I/II)
Credits: logo aziendale

Le recenti notizie riguardanti le prossime IPO di Warner Music Group e di Universal Music Group suggeriscono un ritrovato apprezzamento per la musica da parte della comunità finanziaria. Quando si concretizzeranno, le loro quotazioni premieranno inizialmente due logiche diverse. Da un lato quella che ispira l’azionista principale - uno dei maggiori 10 contribuenti del Regno Unito, il russo Len Blavatnik - a monetizzare il suo investimento iniziale di circa 3,3 miliardi di dollari moltiplicandolo n volte; dall’altro quella di una casa madre, Vivendi, che con uno spin-off musicale genererà un valore proporzionalmente superiore al proprio. Successivamente, però, sia la logica di WMG che quella di UMG dovrà piegarsi al durissimo gioco delle trimestrali, con tutte le sue note e inevitabili distorsioni (creazione di valore nel breve periodo, la logica dei bonus che rischia di prevalere sulle strategie, i profitti che lottano contro le quote di mercato, e molto altro). Che farà Sony? Ma soprattutto: restano queste le uniche regole d’ingaggio? No.

    Le recenti notizie riguardanti le prossime IPO di Warner Music Group e di Universal Music Group suggeriscono un ritrovato apprezzamento per la musica da parte della comunità finanziaria. Quando si concretizzeranno, le loro quotazioni premieranno inizialmente due logiche diverse. Da un lato quella che ispira l’azionista principale - uno dei maggiori 10 contribuenti del Regno Unito, il russo Len Blavatnik - a monetizzare il suo investimento iniziale di circa 3,3 miliardi di dollari moltiplicandolo n volte; dall’altro quella di una casa madre, Vivendi, che con uno spin-off musicale genererà un valore proporzionalmente superiore al proprio. Successivamente, però, sia la logica di WMG che quella di UMG dovrà piegarsi al durissimo gioco delle trimestrali, con tutte le sue note e inevitabili distorsioni (creazione di valore nel breve periodo, la logica dei bonus che rischia di prevalere sulle strategie, i profitti che lottano contro le quote di mercato, e molto altro). Che farà Sony? Ma soprattutto: restano queste le uniche regole d’ingaggio? No.

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