È morto il DJ Andrew Weatherall, produttore di ‘Screamadelica’

Weatherall aveva 56 anni ed è morto per un'embolia polmonare. Ha prodotto “Screamadelica” dei Primal Scream e si è fatto conoscere per i suoi remix e i numerosi progetti portati avanti negli anni.

È morto il DJ Andrew Weatherall, produttore di ‘Screamadelica’

È venuto a mancare oggi, 17 febbraio, il DJ e produttore inglese Andrew Weatherall dietro ad album come “Screamadelica” dei Primal Scream. L’artista, nato a Windsor nell’aprile del 1963, aveva 56 anni. È stato il management di Weatherall a rendere nota la triste notizia: “Siamo profondamente dispiaciuti di annunciare che Andrew Weatherall, DJ e musicista, è morto nelle prime ore della mattina di oggi, lunedì 17 febbraio, al Whipps Cross Hospital di Londra. La causa della morte è un’embolia polmonare. È stato portato in ospedale ma sfortunatamente la trombosi ha raggiunto il suo cuore. La sua morte è stata rapida e pacifica”, si legge.

Andrew Weatherall ha iniziato il suo percorso nella musica come DJ: la sua carriera molto deve all’incontro con il DJ house Danny Rampling e alle serate alle quali il DJ ha coinvolto Weatherall allo Shoom della capitale britannica. Altre due figure chiave per Weatherall sono state Paul Oakenfold e Nicky Holloway: insieme al secondo il DJ ha realizzato la sua prima incisione, il remix di “Hallelujah” per gli Happy Mondays, il primo di Weatherall a lasciare il segno. Altri remix ai quali è legato il suo nome sono, tra gli altri, “World In Motion” dei New Order e “Loaded” dei Primal Scream. Oltre ad aver fondato etichette come la Sabres of Paradise e la Boy's Own Recordings l’artista ha fatto parte dei Sabres of Paradise – sì, il nome è lo stesso dell’etichetta – e dei Two Lone Swordsmen e ha fatto da produttore per Primal Scream – “Screamadelica” (1991), dal punto di vista della produzione, è opera sua - Beth Orton e One Dove. Il suo debutto solista risale al 2006, quando Weatherall ha pubblicato l’EP "The Bullet Catcher's Apprentice", seguito circa tre anni dopo dall’album "A Pox on the Pioneers".

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