Tony Iommi racconta la storia di come si mozzò le dita

Il chitarrista dei Black Sabbath ricorda cosa accadde e il regalo che lo aiutò a continuare con la chitarra.
Tony Iommi racconta la storia di come si mozzò le dita

Il chitarrista dei Black Sabbath Tony Iommi ha raccontato a Gibson Tv la storia dell'incidente che poteva stroncargli la carriera musicale e di come il direttore della fabbrica in cui lavorava gli fece un dono che lo convinse a continuare con lo studio della chitarra.

Iommi ebbe un incidente nel suo ultimo giorno da operaio in un'industria metalmeccanica di Birmingham, in Inghilterra. Questo il suo ricordo:

"Avevo dato le dimissioni perché stavo per diventare professionista con una band, per andare in Europa. Avevo fatto il provino con questa band, gli piacevo ed ero pronto per partire, sarebbe stata la prima volta per me. Ne ero davvero entusiasta."

Il racconto continua parlando del suo ultimo turno di lavoro, doveva saldare insieme dei fogli di metallo, gli venne detto che la persona che azionava la ghigliottina in catena di montaggio non c'era:

"Mi dissero, 'Devi andare sulla macchina da solo perché nessun altro lo può fare'. Quindi, stavo spingendo il metallo nella pressa, la macchina mi cadde sulla mano e nel cercare di tirare indietro la mano velocemente, mi si staccarono le punte delle dita. Non ci potevo credere, l'ultimo giorno. Prima di allora ero tornato a casa a pranzo e avevo detto a mia madre: 'Questo pomeriggio non ci vado'. (Lei disse), 'Torna là e finisci il tuo lavoro!' Così sono tornato, ed è successo. Quindi detti la colpa a lei!”.

Iommi continua così il suo racconto:

"Il direttore dell'azienda venne a casa mia per vedere come stavo, ed ero davvero depresso. Mi disse, 'Ti ho portato un EP, lo suonerai?'. Io risposi, 'Ora non ho voglia di ascoltare musica. Ero depresso, l'ultima cosa che volevo fare era ascoltare un chitarrista. 'No', disse, 'Mettilo su'”.

L'EP in questione era di Django Reinhardt, uno dei primi chitarristi della musica moderna, che aveva perso l'uso di due dita col fuoco.

"Non ci potevo credere. Quando sentii il suo jazz gitano, era geniale. Soprattutto avendo perso l'uso di due dita. (...) Potevo pensare di fare lo stesso genere di cose. Mi ha davvero ispirato a saperne di più per fare qualcosa con le mie dita.”

Dopo tutta una serie di prove, Iommi decise di fabbricare delle finte punte delle dita in pelle. Quando era in tour avevano una durata di circa un mese e poi dovevano essere sostituite. I primi tempi ricorda fosse “come partire da zero o peggio ancora.”

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