Il più grande errore dei Judas Priest

Era il 1986, venne chiesto alla band un brano per la colonna sonora di 'Top Gun', e loro...
Il più grande errore dei Judas Priest

L'ex chitarrista dei Judas Priest K.K. Downing ha ricordato il più grande errore fatto in carriera dalla band inglese.

Era il 1986, i Judas Priest erano all'apice del successo ed erano al lavoro sull'album “Turbo”. I produttori di 'Top Gun' chiesero alla band un brano da inserire nella colonna sonora del film. Come ricorda Downing, “Eravamo in studio a mixare l'album e tutto procedeva per il meglio”. Quando ascoltarono “Reckless” pensarono di avere trovato la canzone perfetta per accompagnare i titoli di coda della pellicola. Esisteva però un problema: il contratto prevedeva che i diritti della canzone andassero in esclusiva alla colonna sonora del film. Se i Priest avessero accettato l'accordo, non avrebbero potuto inserire la canzone nel loro album.

In una intervista pubblicata nel suo sito Downing dice: "Decidemmo di non toglierla (da “Turbo”)". Spiegando che non volevano cambiare la costruzione del disco perché, "pensavamo che l'album scorreva davvero bene. (…) fu un grosso errore da parte nostra.”

“Turbo” venne pubblicato il 14 aprile 1986 e "Reckless" era il brano che chiudeva la tracklist. Vendette oltre un milione di copie, ma non ebbe il successo radiofonico che si augurava la band. Avessero ceduto la canzone per la colonna sonora di 'Top Gun'...

Parlando con Classic Rock Downing ha detto di “Reckless”:

“Probabilmente lo avrebbe fatto (il successo), perché sarebbe andata su tutte le radio, immagino, se fosse stata nel film. Pensavamo che "Turbo Lover" e "Locked In" lo avrebbero fatto, ma non lo fecero. Il tour ha avuto molto successo, l'album ha avuto successo, ma non fu l'album di grande successo che speravamo.”

'Top Gun', diretto da Tony Scott e interpretato da Tom Cruise e Kelly McGillis, fu un clamoroso successo guadagnando oltre 350 milioni di dollari in tutto il mondo. La colonna sonora del film raggiunse il primo posto nella classifica degli album di Billboard, vendendo oltre 9 milioni di copie solo negli Stati Uniti. "Danger Zone" di Kenny Loggins, la canzone che accompagna i titoli di coda del film, divenne il simbolo stesso della pellicola.

Chiude, laconico e pragmatico, Downing:

"Ovviamente, sarebbe stato bello averla nel film, ma non lo abbiamo fatto. Gli offrimmo altre tre canzoni, ma i produttori non le vollero".

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