Sanremo 2020, Rancore: il suo “Eden” dai tanti significati

Il rapper romano torna sul palco dell’Ariston dopo la partecipazione dell’anno scorso insieme a Daniele Silvestri

Sanremo 2020, Rancore: il suo “Eden” dai tanti significati

“Eden”, la canzone che Rancore porta in gara alla 70^ edizione del Festival di Sanremo, può essere interpretata in diversi modi. La molteplicità del linguaggio, l’ermetismo e il rifiuto di ogni banalizzazione, sono da sempre le “armi” del rapper. L’inizio del pezzo rivendica subito questo aspetto: “Questo è un codice, codice. Senti alla fine è solo un codice, codice”. Poi si passa a eventi d’attualità e a un continuo gioco sulla “scelta”. Il destino dell’uomo viene raccontato in rima ed è il vero fulcro della canzone, che vanta la produzione di Dardust: “L’11 settembre ti ho riconosciuto. Tu quando dici, grande mela è un codice muto. Tu vuoi nemici, sempre, se la strega è in Iraq. Biancaneve è con i sette nani e dorme in Siria”. Per Rancore, in realtà, non è la prima volta al Festival di Sanremo. Nel 2019 prende parte alla manifestazione, nonostante non figuri tra i cantanti in gara, insieme al cantautore romano Daniele Silvestri, con il brano "Argentovivo", che si classifica sesto, vincendo però il Premio della Critica, il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla e il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo. Un successo che l’ha spinto a tornare nella città dei fiori, questa volta da solista. Tarek Iurcich, questo il vero nome dell’artista, nasce a Roma nel 1989 da padre croato e madre egiziana. Comincia il suo percorso musicale all’età di quattordici anni, frequentando sin da subito il mondo delle battle di freestyle e del rap underground.

Il testo completo e il video di “Eden” saranno disponibili a breve.

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