Il Dipartimento di Giustizia U.S.A.: 'Live Nation ha rotto le promesse fatte al popolo americano'

La frase fa riferimento agli accordi seguenti la fusione del 2010 tra Live Nation e Ticketmaster.
Il Dipartimento di Giustizia U.S.A.: 'Live Nation ha rotto le promesse fatte al popolo americano'

Il dipartimento di Giustizia statunitense ha detto che Live Nation "ha rotto le promesse fatte alla corte e al popolo americano" nel 2010 a seguito della fusione con Ticketmaster. Questi commenti, fatti dall'assistente procuratore generale Makan Delrahim della divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia, sono giunti ​​quando la corte ha emesso una sentenza finale modificata che estende il decreto di consenso Live Nation/Ticketmaster di cinque anni e mezzo.

Tale decreto di consenso - un accordo antitrust stipulato nel 2010 - ha consentito a Live Nation di fondersi con Ticketmaster e includeva garanzie per prevenire comportamenti anticoncorrenziali negli anni successivi alla fusione. Proibisce a Live Nation dal fare cose come 'ritorsioni' contro le venue dei concerti per l'utilizzo di altre società di ticketing. Si doveva concludere quest'anno.

Secondo il Dipartimento di Giustizia, riporta Music Business Worldwide, Live Nation ha "ripetutamente" rotto l'accordo e ha violato la sentenza emessa nel 2010. In dicembre, il Wall Street Journal ha riportato che il Dipartimendo di Giustizia stava "preparando un'azione legale" contro Live Nation. La divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia a dicembre ha presentato una petizione chiedendo al tribunale di modificare ed estendere il decreto di consenso, "per porre fine a questa condotta e per rimuovere qualsiasi dubbio sugli obblighi degli imputati ai sensi della sentenza definitiva in corso". Come riportato da Rolling Stone all'inizio di questo mese, il Dipartimento di Giustizia ha quindi archiviato i documenti del tribunale che indicavano che per sei volte le venue sarebbero state costrette a utilizzare Ticketmaster di proprietà di Live Nation, invece che aziende concorrenti. Secondo Rolling Stone, come esempio delle presunte violazioni, una venue ha affermato che, se non avessero utilizzato Ticketmaster, "Live Nation non avrebbe mai più fatto un altro spettacolo nel nostro edificio".

Con un comunicato Live Nation ha negato con forza queste accuse: “Live Nation ha risolto la questione per chiarire che non ha interesse a minacciare o a fare ritorsioni contro sedi che considerano o scelgono altre società di ticketing. Siamo fortemente in disaccordo con le accuse del Dipartimento di Giustizia nelle dichiarazioni e nelle conclusioni che cercano di trarre da sei episodi isolati tra i circa 5.000 accordi di biglietteria negoziati durante la vita del decreto di consenso. Tuttavia, in linea con la nostra decisione di risolvere la cosa, il nostro obiettivo è ora quello di portare a termine la questione e continuare a offrire le migliori esperienze di eventi dal vivo ai fan di tutto il mondo.”

Quando il Dipartimento di Giustizia ha presentato la petizione il mese scorso, ha elencato una serie di disposizioni volte a chiarire il giudizio finale, che includeva una sanzione automatica di 1 milione di dollati per ogni violazione, oltre a dover pagare i costi e le tasse per le indagini e l'esecuzione del Dipartimento di Giustizia stesso. L'assistente procuratore generale Makan Delrahim ha dichiarato che "il decreto modificato rimborsi il popolo americano milioni di dollari", ma non ha specificato nel comunicato stampa la somma esatta che ha richiesto a Live Nation.

Oltre al tribunale che ha firmato la modifica e l'estensione del decreto di consenso, ha anche stabilito la procedura per nominare un fiduciario di controllo indipendente, il Dipartimento di Giustizia dichiara che renderà “più efficiente” l'applicazione del decreto per il nuovo periodo di tempo. Ha detto l'assistente procuratore generale Makan Delrahim della divisione antitrust del dipartimento di giustizia: “Live Nation ha disatteso le promesse fatte alla corte e al popolo americano quando si fuse con Ticketmaster nel 2010; oggi li riteniamo responsabili. Il decreto modificato rimborsa al popolo americano milioni di dollari e rende più facile per la divisione antitrust e per gli agenti statali identificare e perseguire le future trasgressioni.”

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