I Guns N' Roses sono pronti a dire addio agli album?

Axl e Slash potrebbero dire definitivamente addio al tradizionale disco pubblicando nuova musica sotto altri formati? Sarebbe il primo gruppo rock 'classico' di alto profilo a farlo. Anche se...
I Guns N' Roses sono pronti a dire addio agli album?

Sul fatto che i Guns N' Roses siano al lavoro su nuove canzoni che potrebbero portare alla pubblicazioni di inediti firmati da Axl Rose, Slash e Duff McKagan ci sono pochi dubbi. Ma che le nuove composizioni debbano essere consegnate a pubblico e fan sotto forma di un album così come tradizionalmente lo si intende è tutto meno che scontato.

Lo si è evinto dalle recenti dichiarazioni del chitarrista della formazione losangelina a Guitar.com: "Più di ogni altra cosa, è a causa della natura dell'industria in questo momento. Ci stiamo dicendo: 'Come lo vogliamo gestire tutto questo?'", si è chiesto Slash. Domanda legittima, che tiene occupato l'asso delle sei corde da tempo: già nel marzo del 2019, intervistato dall'emittente radiofonica neozelandese Bayrock FM, l'artista aveva espresso più di una riserva sullo stato attuale dell'industria discografica.

"Quello musicale è un settore tosto, che diventa sempre più tosto con il passare degli anni, per quanto mi riguarda", spiegò Slash: "E' anche interessante, perché adesso non ci sono più regole fisse su come muoversi. Devi essere molto intelligente nel scegliere il tuo modo di agire, e trovare nuove strade che altri non abbiano già intrapreso. E' un po' come nel selvaggio west: ci sono molte piattaforme là fuori che non esistevano quando ho iniziato a fare questo lavoro, che posso essere usate per ottenere visibilità e portare la tua musica al pubblico".

Alle luce della consolidata presa di posizione del chitarrista, è lecito pensare che lo staff di quella che a oggi è una delle rock band di ambito "classic" più redditizie al mondo stia pensando a emanciparsi dalla classica routine album / tour. Un po' perché - non è una novità - il vero business degli anni Duemila, musicalmente parlando, è la musica dal vivo, e i dati al proposito parlano chiaro: contestualmente al calo degli introiti generati dalla musica registrata (soprattutto dalle vendite, il cui volume d'affari non è stato riempito - almeno non completamente - dal pur prospero streaming) la parola d'ordine per gli artisti di alto e altissimo profilo è massimizzare le revenue dalle attività sui palchi.

Non a caso il "Not in This Lifetime Tour", serie di eventi dal vivo che ha suggellato il ritorno in attività della band di "Appetite for Destruction", dopo aver conquistato il terzo posto nella classifica dei tour più redditizzi di sempre (570 milioni di dollari) dopo poco più di 150 date in tutto il mondo, è stato "esteso" per un'altra quarantina di date: giunto ormai alla tredicesima tranche, la serie di eventi farà ritorno in Italia - dopo due passaggi a Imola nel 2017 e a Firenze nel 2018 - sempre nel capoluogo toscano anche nel 2020.

Inoltre, la pubblicazione di un album tradizionale implica delle spese accessorie - in termini non solo di produzione, ma anche di promozione - che lo stato attuale dell'industria rende quanto meno rischiose: perché, quindi, investire milioni di dollari in un prodotto - il disco "tradizionale", appunto - che, ormai, potrebbe essere esclusivo appannaggio di una nicchia di mercato "nostalgico"?

"Trovare nuove strade che altri non abbiano già intrapreso" è una delle prerogative che Slash dava come indispensabili per centrare gli obbiettivi: eppure l'abbandono del formato discografico tradizionale da parte di artisti di lungo corso e di grandissimo successo non è una novità, almeno dalle nostre parti. Vasco Rossi, per esempio, non pubblica un album di inediti dal 2014, anno nel quale uscì la sua ultima prova sulla lunga distanza, "Sono innocente", limitandosi a spedire sui mercati singoli inediti - "Un mondo migliore" nel 2016, "Come nelle favole" nel 2017, "La verità" nel 2018 e "Se ti potessi dire" nel 2019 - da associare a operazioni discografiche sul proprio catalogo ("VascoNonStop" del 2016, nel quale sono stati inseriti i singoli pubblicati 2016 e 2017) e dal vivo ("Vasco Modena Park" del 2017 e "VascoNonStop Live" del 2019). E, soprattutto, a un'attività dal vivo che - record mondiale del 2017 a parte - non fa altro che centrare sold out, mettendo in pratica quello che gli analisti americani teorizzano da tempo: centrare l'attività sui live ottimizzando i costi della produzione discografica. Che i Guns N' Roses, alla fine, non stiano seguendo i corsi della Zocca Business School?

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