Il governo britannico non attuerà la Direttiva EU del diritto d'autore

In vista della Brexit, il ministro britannico per l'Università, la Scienza e la Ricerca ha detto: "Il Regno Unito non sarà tenuto ad attuare la direttiva e il governo non ha intenzione di farlo."

Il governo britannico non attuerà la Direttiva EU del diritto d'autore

Nelle attività di lobbying che hanno portato alla Direttiva sul diritto d’autore dell’Unione Europea approvata nel 2019, incluso l’articolo 13 - che è diventato l'articolo 17 nella legislazione finale - riguardante le responsabilità delle piattaforme online in merito ai contenuti caricati dagli utenti, le organizzazioni dell'industria musicale britannica hanno svolto un ruolo importante. L’imminente Brexit e le sue conseguenze sull’attuazione della direttiva nel Regno Unito sono sempre state delle preoccupazioni per i britannici.

A ottobre 2018 Frances Moore, amministratore delegato di IFPI, raccontava a Music Ally: “Il Regno Unito è stato coinvolto nel dibattito il dibattito sul ‘value gap’: il suo ruolo fino ad ora è stato molto costruttivo e d’aiuto. Regno Unito, quindi, vorrebbe che questa legislazione diventi parte della loro legislazione.” Ian Moss, l’allora Public Affairs Director di BPI, aveva detto: “Il governo britannico ha espresso in via ufficiale il suo supporto a questo tema e vorrebbe includerlo nella legge del Regno Unito in ogni caso, dopo la Brexit.” All’epoca i punti di vista espressi da Frances Moore e Ian Moss apparivano accurati.

Ora, in vista dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea - con un periodo di transizione che entrerà in vigore dal prossimo 31 gennaio e che permarrà fino al 31 dicembre 2020 - e con Boris Johnson come Primo Ministro, per l'industria della musica non sarà facile.

“La data ultima per l’attuazione della direttiva UE sul diritto d’autore è il 7 giugno 2021. Il regno Unito lascerà l’Unione Europea il 31 gennaio 2020 e il periodo di transizione si concluderà il 31 dicembre 2020. Il Governo si è impegnato a non prorogare il periodo di transizione.” Ha detto Chris Skidmore - attuale ministro britannico per l'Università, la Scienza e la Ricerca - rispondendo a una domanda pubblicata sul sito del Parlamento del Regno Unito dalla parlamentare laburista Jo Stevens. Il Ministro ha poi aggiunto: “Pertanto, il Regno Unito non sarà tenuto ad attuare la direttiva e il governo non ha intenzione di farlo. Eventuali future modifiche alla struttura del diritto d'autore nel Regno Unito saranno considerate parte del normale processo di politica interna.”

In termini di lobbying, ciò che sarà accolto con favore da realtà come Google, Youtube e soggetti contrari alle disposizioni della direttiva otterrà, invece, una reazione differente da parte delle organizzazioni dell'industria musicale e dai titolari dei diritti.

Questi ultimi temono che la politica per il diritto d’autore possa venire influenzata dalle correnti politiche maggiori - un accordo commerciale con gli Stati Uniti, per esempio - e vedrà così il Regno Unito discostarsi dall’orientamento europeo da cui l'industria è stata sottratta.

Il CEO di UK Music Tom Kiehl ha pubblicato su Twitter una lettera indirizzata a Chris Skidmore, in cui ha descritto la dichiarazione del Ministro “veramente deludente” e ha sottolineato che: “Non ci sono scuse per ritardare la nostra attuale richiesta al governo di definire una tabella di marcia per delineare come intende portare avanti il suo sostegno alle proposte chiave della direttiva”.

L’organizzazione no profit britannica Featured Artists Coalition ha pubblicato un tweet in cui si legge: “Questo governo ha la capacità e deve avere la volontà di attuare protezioni equivalenti, in modo che i creatori possano continuare il loro enorme contributo sociale ed economico al Regno Unito e alla sua reputazione globale.”

Andrea Martin, CEO di PRS for Music, ha dichiarato a M-Magazine, come ripreso da Music Ally: "Questa mancanza di chiarezza reprimerà il settore creativo del Regno Unito, uno dei nostri motori di crescita. Se la nostra comunità di autori non beneficerà dello stesso livello di protezione di quella in Europa, esortiamo il governo a stabilire in modo chiaro e rapido come assicurerà che il Regno Unito rimanga una casa attraente per le imprese creative e i loro diritti.”

Il preside di Ivors Academy Crispin Hunt ha scritto su Twitter un post in cui prevede una “migrazione dal Regno Unito all’Europa” di musicisti.

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