Dal rap romano degli anni Duemila a Elodie: intervista a Julia Lenti

La cantautrice romana, in passato collaboratrice di Coez, Club Dogo, Gué Pequeno e TruceKlan, racconta la svolta di Elodie.

Dal rap romano degli anni Duemila a Elodie: intervista a Julia Lenti

Elodie in versione femcee: nel nuovo singolo estratto dal suo nuovo album di inediti, "This is Elodie", in uscita il 31 gennaio, la cantante romana si sveste dei panni dell'interprete elegante e raffinata indossati finora per indossare quelli di una lady del rap. Al suo fianco, non a caso, c'è il romano Gemitaiz, tra i protagonisti del genere. E il brano in questione, "Non è la fine", porta la firma di chi il rap italiano lo ha visto in qualche modo nascere, crescere e diventare pop: Julia Lenti, in passato collaboratrice di - tra gli altri - TruceKlan, Club Dogo, Gué Pequeno, Coez, Mecna e Ghemon.

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È tra i vari provini che le ha fatto ascoltare la sua casa discografica per il nuovo album che Elodie ha trovato la canzone di Julia Lenti: "L'avevo originariamente scritta e registrata insieme ad un altro rapper e fatta ascoltare a Jacopo Pesce, direttore di Island Records [etichetta per la quale incide Elodie, ndr], prima di scoprire di aspettare un bambino e dover mettere in pausa la mia carriera", racconta la cantautrice. Classe 1983, nata a Massa Carrara, cresciuta a Brindisi e poi arrivata a Roma in cerca del successo, Julia Lenti è stata per diverso tempo la vocalist di riferimento dell'hip hop italiano, il mondo al quale Elodie ha deciso ora di rifarsi: "So che Elodie ha deciso di intraprendere un percorso diverso rispetto al passato e sono curiosa di ascoltare cosa ci sarà all'interno dell'album".

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Le due cantanti si sono incontrate poche settimane fa in studio di registrazione, a Milano, dove Elodie vive da un paio di anni e dove si è trasferita anche Julia Lenti (insegna canto in una scuola i musica, oltre ad essere impegnata con diversi progetti musicali - nel 2016 è andata in tour con Gué Pequeno, nel 2017 ha accompagnato Sergio Sylvestre): "Elodie è stata contenta di conoscermi, mi ha detto che ero tra i suoi punti di riferimento quando da ragazzina consumava i dischi rap. Di lei sapevo poco, in realtà, perché non seguo molto i talent: sapevo che era arrivata seconda ad 'Amici' perché avevo sentito parlare di lei quando ero andata in tour con Sergio Sylvestre, che quell'edizione la vinse", racconta la cantautrice a proposito dell'incontro.

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Non è la prima volta che un'altra interprete sceglie di incidere una sua canzone: era successo già nel 2015 con "Ora o mai più", incisa da Emma Marrone per l'omonimo album di Don Joe. "Sto scrivendo per altri artisti. Collaboro con Jason Rooney, già al fianco di J-Ax, Club Dogo, Gué Pequeno e altri, che ha prodotto anche 'Non è la fine'. Non ho firmato accordi con nessuna società di edizioni: sono indipendente, propongo le mie canzoni in totale libertà", dice Julia Lenti, che ha all'attivo esperienze importanti come la firma per una major (la EMI, che all'inizio degli anni Duemiladieci provò a fare di lei una star del soul-rap prima che il genere diventasse mainstream grazie alle produzioni di - tra gli altri - Mecna e Ghemon), la partecipazione a un talent show ("Star Academy", che nel 2011 prese il posto di "X Factor" su Rai2 salvo chiudere dopo appena due puntate: "Io che venivo dai centri sociali e dalle discoteche lì mi ritrovai a dover aspettare che qualcuno mi dicesse cosa fare, per poi cantare per pochi secondi", ricorda), esibizioni su palchi importanti come gli MTV Days e un tentativo di partecipazione al Festival di Sanremo (tra i "giovani" del 2012). Oggi vive comunque di musica e non esclude un giorno di poter tornare in prima linea: "La mia carriera? Ci sto lavorando: spero un giorno di poter tornare a metterci la faccia".

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