Due anni fa ci lasciava Michele Mondella: un ricordo

Una brava persona e un professionista serio e appassionato: non dimentichiamolo.

Due anni fa ci lasciava Michele Mondella: un ricordo

Oggi, 23 gennaio, sono passati due anni da quando ci ha lasciati il collega e amico Michele Mondella. Mondella era uno “della vecchia scuola”, e sono abbastanza sicuro che di questi tempi avrebbe provato disagio per come il suo lavoro, come il mio, è molto cambiato, e non certo in meglio.
Mi pare giusto non trascurare di ricordarlo anche qui, oltre che nella mia memoria - come è nella memoria di tutti quelli che lo hanno conosciuto e apprezzato, e gli hanno voluto bene. Per farlo ospito le parole che sua moglie, Silvana Casato, ha scritto per noi, e per le quali la ringrazio. (fz)

 

Appena Vincenzo Micocci mi ha presentato Michele alla IT Dischi Italia, in Via Guido Banti 46, nel maggio 1977 (io avevo appena compiuto 21 anni e lui doveva farne 29 dopo qualche mese) mi ha detto: "Ricordati che noi siamo sempre dalla parte degli artisti… e se vuoi lavorare con me sappi che non ci saranno né week end né Pasqua né Natale... non ci saranno orari...". Non si è mai smentito. Dopo quindici giorni ci siamo innamorati, dopo 23 anni ci siamo sposati! Il nostro lavoro riempiva di gioia la giornata; la notte all'improvviso si svegliava, andava nell'ingresso, prendeva la penna e scriveva, a volte una grande idea, a volte solo un appunto. Poi svegliava anche me; era un incubo ma mi divertiva tanto: "scusa Mi” (così mi chiamava) “hai mandato il disco a Fegiz?”, o “a Castaldo…?”. “Il titolo del comunicato era scritto bene?” (sui titoli dei comunicati stampa passavamo anche un'ora). “E la stesura?”. E quando rispondevo no: "...ma tu che lavoro fai? ...non ti ho insegnato nulla? ...Non ho nessuno che mi aiuta, devo fare tutto da solo!”.
Quando, nel settembre del 1983, Giuseppe Ornato, Presidente della RCA SPA in Via Tiburtina Km.12 (la RCA era il suo grande amore, non l'ha mai, mai tradita) gli offrì un posto da dirigente, lui chiese di entrare come impiegato. "Silvana, io devo lavorare" mi rispose quando gli chiesi il perché, "non posso stare dietro ai problemi dell'azienda". Naturalmente divenne Direttore dell'Ufficio Promozione Local ed International. Era una fatica mandarlo in riunione in orario (mai stato puntuale…). Ma non c'ero solo io a lavorare con lui: c'erano Pierluigi Germini, Nicola Sisto, Piero Aloise, Arianna D'Aloja, Antonietta Mille e tanti altri.

Nel 1996 ci siamo messi in proprio fondando la MIDAS SAS di Michele Mondella. Le responsabilità aumentarono, ma anche le soddisfazioni: abbiamo fatto delle cose belle, sempre con qualità, e questa era la cosa alla quale teneva di più.

Abbiamo considerato gli artisti come dei veri amici. All'improvviso mi chiamava: "Silvana, stasera viene Lucio a cena, compra delle verdure perché come sempre sta a dieta. Non so con chi verrà". Con Lucio Dalla abbiamo fatto viaggi bellissimi; certo lui e Michele parlavano sempre di lavoro. Con Gianni Morandi abbiamo ricominciato a lavorare quando è stata pubblicata "Canzoni stonate". E' stato molto divertente. Ad Antonello Venditti lo univa anche la grande passione per la Roma, ed è con lui che, quando era possibile, vedevamo le partite di campionato... perché Lucio, Gianni, Antonello e Francesco hanno fatto parte anche della nostra vita privata.

Gli consigliavo sempre di scrivere un libro: secondo me avrebbe dovuto farlo, ma lui rideva e mi diceva: "Ah Silvà, caso mai faccio un DVD”; e quando qualcuno gli chiedeva “Che mestiere fai?” rispondeva “Sono un fan di musica leggera”

Nostro figlio Dario ha sempre detto che voleva fare il mestiere del padre; a volte quando lo guardo mi sembra di tornare indietro nel tempo. Oggi Michele sarebbe contento di sapere che è quello che Dario sta facendo, e che lo fa con amore.

Silvana Casato

 

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