Chi è Junior Cally, il rapper mascherato nell’occhio del ciclone

Junior Cally si esibirà a Roma e a Milano il prossimo mese di aprile. Ecco chi è il rapper mascherato in corsa a Sanremo 2020 con la sua "No grazie".

Chi è Junior Cally, il rapper mascherato nell’occhio del ciclone

Antonio Signore, 28 anni, due album all’attivo: il primo, datato 2018, è “Ci entro dentro”, mentre il secondo – che Junior Cally pubblica con la major Sony Music Italia - risale allo scorso mese di settembre, porta di titolo di “Ricercato” e coinvolge artisti come, tra gli altri, Clementino, Jake La Furia e Livio Cori. Ecco il protagonista di una delle più chiacchierate polemiche delle settimane che conducono al debutto di Sanremo 2020, pronto a partire il prossimo 4 febbraio.

Il rapper romano è tra i ventiquattro big in gara alla settantesima edizione della kermesse e a portarlo dritto nell’occhio del ciclone sono stati i testi dell’artista – che il 17 aprile si esibirà al Largo Venue di Roma e il 24 aprile all’Alcatraz di Milano -, tacciati di sessismo e volgarità. È in particolare il brano “Si chiama gioia”, uno dei pezzi di “Ci entro dentro”, a essere stato segnalato alla Commissione di Vigilanza Rai dalla ricercatrice dell’Osservatorio di genere della Università Roma Tre Laura Moschini che si è appellata alla commissione parlamentare perché Junior Cally venisse escluso da Sanremo 2020, dove il rapper dovrebbe portare la sua canzone “No grazie”. Appello al quale si sono accodate anche figure come il presidente della Rai Marcello Foa, il leader della Lega Matteo Salvini e Laura Boldrini, insieme a diverse altre deputate.

"Quando si affrontano questioni che riguardano la creatività artistica, è evidente che si debba procedere con la massima cautela per evitare fenomeni di vera e propria censura. Il rap, e più in generale la musica urban, è costituito da forme di linguaggio spesso molto crude e dirette. È un genere musicale che non a caso, prima negli Stati Uniti, poi in Europa e Italia, ha goduto di un crescente successo tra le nuove generazioni. Streaming e smartphone ne hanno amplificato l'audience tra millennial e generazione Z", ha spiegato all'agenzia ANSA il presidente di FIMI Enzo Mazza: "In questo contesto negli ultimi anni il Festival ha cercato di avvicinarsi ai giovani e ha dovuto necessariamente fare i conti con un repertorio 'difficile' per il pubblico tradizionale. Ma è un'evoluzione irreversibile della quale bisogna comprendere gli scenari nei quali si sviluppa e il linguaggio che si traduce poi in musica e in liriche. Per i teenager di oggi i rapper sono spesso ciò che per le nostre generazioni hanno rappresentato Battisti, De André o i Pink Floyd. Se Sanremo vuole rappresentare al meglio la musica italiana, deve farsi carico anche di proporre questo genere musicale. È un'evoluzione naturale che abbiamo visto anche ai Grammy negli Usa o ai Brits a Londra. Le polemiche ci stanno, la censura, magari preventiva, certamente no".

Quanto al passato di Junior Cally qualche informazione può essere tratta dal libro “Il principe. È meglio essere temuto che amato”, dove si legge che il rapper, originario di Focena, aveva “una brutta fama”, raccontando di risse notturne, speranze di successo, alcuni problemi con la giustizia per un furto d’auto e di gomme.

Fino al settembre dello scorso anno Antonio Signore non appariva mai pubblicamente privo di maschera, elemento che ancora oggi caratterizza l’immagine di Junior Cally. Il mistero sulle sue sembianze è stato però sdoganato quando il 6 settembre 2019 il rapper è apparso, mostrando il suo volto, nel video del suo singolo “Tutti con me", una scelta che Junior Cally ha ribadito anche nella copertina di “Ricercato”.

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