Lucio Battisti, il primo album canzone per canzone: “Io vivrò (senza te)”

“Lucio Battisti”, il primo album della discografia del cantautore di Poggio Bustone, uscì il 5 marzo del 1969. Lo ripercorriamo canzone per canzone.
Lucio Battisti, il primo album canzone per canzone: “Io vivrò (senza te)”

Uscita il 24 ottobre 1968 come lato B di “La mia canzone per Maria” che esaltava poligamia, libertà sessuale e felicità, “Io vivrò (senza te)” presentava una situazione opposta, tanto “colta” (con quegli archi barocchi) e triste quanto “La mia canzone per Maria” era allegra e popolaresca. Il protagonista deve lasciarsi con la sua lei (chissà se è Francesca...): situazione trita delle canzoni d’amore. La novità sta nel fatto che lui, pur triste ed abbattuto, sa che così va la vita:

Che non si muore per amore

è una gran bella verità

e quindi, invece del catalogo di quello che non avrebbe più fatto con lei, ecco il catalogo di quello che farà: non solo “Io vivrò senza te / anche se ancora non so / come” ma

solo continuerò e dormirò

mi sveglierò, camminerò

lavorerò, qualche cosa farò

sembra una vera e propria dissacrazione di un luogo comune della letteratura amorosa d’ogni tempo e luogo, se non fosse che “qualche cosa di sicuro io farò: piangerò”, con il canto di Battisti che diventa un disperato lungo urlo. Però

se ritorni nella mente

basta pensare che non ci sei

che sto soffrendo inutilmente

perché so, io lo so, io so che non tornerai.

Il 45 giri non andò bene. Ci voleva Sanremo per imporre Battisti, ormai notissimo come autore, ma cantante dalle alterne fortune.

Renzo Stefanel

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Domani scriveremo di “Nel cuore, nell'anima”

Leggi qui la scheda di “Prigioniero del mondo”

Leggi qui la scheda di "Per una lira"

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Leggi qui la scheda di "Uno in più"

Leggi qui le schede di “La mia canzone per Maria” e “Nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto”​

Leggi qui la scheda di "29 settembre"

Leggi qui la scheda di "Un'avventura"

Il testo è tratto, per gentile concessione dell’autore, dal libro “Ma c’è qualcosa che non scordo”. In vendita qui e qui, è stato il primo studio che ha preso in esame tutti i testi che Mogol ha scritto per le canzoni composte da Lucio Battisti. Rispetto a quella del 2007, questa nuova edizione è riveduta, corretta e ampliata. Riveduta e corretta in base alle nuove affermazioni dello stesso Mogol: sono state prese in esame quelle della Mogol Edition del 2010 dei tredici album composti insieme, più quelle del 1971-72 alla trasmissione di Radio Rai “Per voi giovani”, condotta da Paolo Giaccio. Ampliata perché, rispetto alla precedente, ci sono 32 brani in più: quelli affidati da Mogol e Battisti ad altri interpreti, dai Dik Dik alla Formula 3, da Mina a Patty Pravo, da Bruno Lauzi ad Adriano Pappalardo, più tutti gli altri. “Ma c’è qualcosa che non scordo” diventa così l’unico testo a racchiudere l’analisi di tutta la produzione di Mogol per Battisti.

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Dall'archivio di Rockol - Lucio Battisti: 6 pillole di saggezza
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