Norman Greenbaum racconta come scrisse "Spirit in the Sky"

Il cantautore statunitense ricorda il brano che gli ha dato notorietà. E che la dette, negli anni Ottanta, ai Doctor and the Medics.
Norman Greenbaum racconta come scrisse "Spirit in the Sky"

Il 77enne cantautore statunitense Norman Greenbaum ricorda di aver scritto il testo della hit "Spirit in the Sky" in soli quindici minuti e dice di capire che non è stato un lavoro perfetto.

Il singolo venne pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel gennaio 1970 ed è risultata la ventiduesima canzone più venduta dell'anno. La canzone venne poi riportata nelle prime posizioni delle classifiche di vendita nel 1986 dalla formazione britannica dei Doctor & the Medics.

Queste le parole dette da Greenbaum alla edizione americana della rivista Rolling Stone:

“Mi ero imbattuto in un biglietto di auguri che diceva "Spirit in the Sky". E c'erano degli indiani d'America seduti di fronte a una tenda, con il fuoco acceso ed essendo spirituale verso ciò che avevano considerato Dio, che era uno spirito nel cielo. Penso che fossero Hopi. Quindi mi dissi, 'È interessante'. Poi mi è capitato di vedere (la stella della musica country) Porter Wagoner. Aveva uno show televisivo e cantò una canzone religiosa a metà dello spettacolo. Un giorno particolare, fece una canzone su un minatore che si trovava sulle colline a cercare l'oro. Non era stato in chiesa (o) aveva pregato da molti anni. E per qualche motivo, decise che era tempo di tornare indietro. Quindi prese la sua viola, tornò in città e quando arrivò in chiesa c'era un biglietto sulla porta che diceva, 'Il pastore è in vacanza'”.

Quelle due ispirazioni si unirono ai ricordi di Greenbaum sui film di cowboy in cui i cattivi 'hanno sempre voluto essere seppelliti con le scarpe'. Spiega che allora:

“Mi sono detto, 'Beh, non ho mai scritto una canzone religiosa. Ho scritto alcune canzoni strane, ma qualche canzone seria posso farla'. Mi sono seduto e tutto è andato a posto."

La canzone ha sollevato anche qualche polemica, soprattutto per le parole che dicono 'Non sono mai stato un peccatore / Non ho mai peccato', poiché secondo il credo cristiano tutti sono nati peccatori, ma Greenbaum, che, tra l'altro, è ebreo dice:

“Quando ho detto che la posso fare, ciò non significa che l'avrei potuta fare perfettamente. Non era la mia religione, l'ho fatta. Non ci ho pensato due volte. Non l'ho fatta per scherzo o contro nessuno. Immagino che le persone possano offendersi per quasi tutto. C'era la canzone sul Gesù di plastica sul tuo cruscotto. A loro piaceva quello. Molte chiese l'hanno messa nei loro servizi e la cantano abbastanza spesso. Quindi è risultata ok. Ad essere sinceri, non penso che sia nella 'shit list'”.

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