Junior Cally va al festival di Sanremo, ed è polemica

Il rapper romano è criticato per il contenuto sessista di alcune sue vecchie canzoni.
Junior Cally va al festival di Sanremo, ed è polemica

Da che il festival di Sanremo è il festival di Sanremo la polemica, per i più disparati motivi, non è mai mancata. La prossima, che sarà la settantesima edizione della manifestazione canora più amata dal pubblico italiano e che avrà il suo inizio il prossimo 4 febbraio, è travolta – sin dallo scorso 14 gennaio, giorno della conferenza stampa di presentazione del festival - da critiche violentissime per le accuse di sessismo, o presunto tale, rivolte in primis al conduttore del concorso canoro Amadeus.

Spostando il focus sugli artisti in gara, in queste ore ad essere nel centro del mirino è la partecipazione al concorso del rapper romano Junior Cally. Non tanto per il contenuto di “No grazie”, la canzone con la quale partecipa al festival, ma per i testi di alcune sue canzoni pubblicate in passato.

Come riporta AdnKronos, Laura Moschini, ricercatrice e cofondatrice dell’Osservatorio di genere della Università Roma Tre, ha inviato una segnalazione alla commissione di Vigilanza Rai dicendosi contraria alla partecipazione del rapper al festival di Sanremo che in passato ha firmato brani con versi sessisti, sboccati e violenti. L'appello è stato condiviso dalle donne del Partito Democratico.

Scrive la Moschini: "Considero vergognoso che partecipi a Sanremo Junior Cally, un rapper per ragazzini/e che ha nel suo repertorio canzoni contenenti frasi come queste: ‘Lei si chiama Gioia, beve poi ingoia. Balla mezza nuda, dopo te la da. Si chiama Gioia, perché fa la tr*ia, sì, per la gioia di mamma e papà’. ‘Questa non sa cosa dice. Porca tro*a, quanto ca**o chiacchera? L'ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C'ho rivestito la maschera’. ‘state buoni, a queste donne alzo minigonne’. ‘me la chi*vo di brutto mentre legge Nietzche’. ci scopi*mo Giusy Ferreri; ‘lo sai che fotti*mo Greta Menchi; ‘lo sai voglio fott*re con la Canalis’; ‘queste put**ne con le Lelly Kelly non sanno che fott*no con Junior Cally’. Ritengo che la RAI dovrebbe svolgere un ruolo importantissimo nel contrastare la violenza contro le donne. Ma quanto meno esigo possa evitare di fomentarla dando spazio a questi ‘cantanti’”.

Il management di Junior Cally risponde con un lungo comunicato alle critiche mosse all'artista: "In merito alle polemiche sui presunti contenuti sessisti dei testi di Junior Cally precisiamo che la posizione dell’artista è contro il sessismo, i passi avanti o indietro, e ovviamente - sembra banale dirlo, ma non lo è - contro la violenza sulle donne. Non capiamo, inoltre, se la polemica sia di carattere musicale o politica: della partecipazione di Junior Cally a Sanremo si ha notizia dal 31 dicembre e tutti i suoi testi sono disponibili sul web. Mentre del testo di ‘No grazie’ selezionato al Festival di Sanremo e delle sue rime antipopuliste si è venuti a conoscenza solo il 16 gennaio da un’intervista al Corriere della Sera. Il giorno dopo, per pura coincidenza, si accendono polemiche legate a canzoni pubblicate da anni in un età in cui Junior Cally era più giovane e le sue barre erano su temi diversi da quelli di oggi”.

L'entourage del rapper aggiunge: “Lungi da Junior Cally, artista antipopulista oggi ad inizio carriera, scomodare i grandi nomi del cinema, della letteratura e della storia dell'arte da Tarantino e Kubrick, da Gomorra a Caravaggio e scrittori come Nabokov e Bret Easton Ellis: l’arte può avere un linguaggio esplicito e il rap, da sempre, fa grande uso di elementi narrativi di finzione e immaginazione che non rappresentano il pensiero dell'artista. Nessuno penserebbe di attaccare Stanley Kubrick (o Stephen King) per le scene in cui Jack Nicholson rincorre Shelley Duvall in Shining, perché si tratta di fiction. Raccontare la realtà attraverso la fiction è la grammatica del rap. E non solo del rap: la storia della musica ha tantissimi esempi di racconto del mondo attraverso immagini esplicite, esagerate e spesso allegoriche. Volendo rimanere circoscritti al Festival di Sanremo, molti artisti che hanno calcato il palco dell’Ariston (in gara o come ospiti) hanno usato frasi più che esplicite: ‘È andata a casa con il negro la troia’ o ‘Ti taglio la gola...ti taglio la gola....appena ti prendo da sola ti taglio la gola!!!’ oppure ‘Sei più bella vestita di lividi’ o ancora: ‘Bella stronza, che hai chiamato la volante quella notte... Mi verrebbe di strapparti, quei vestiti da puttana e tenerti a gambe aperte, finché viene domattina’. O addirittura artisti in gara quest'anno: ‘L'amore è un po' ossessione, un po' possesso, carichi la pistola e poi ti sparo in testa’ o co-conduttori al prossimo Altro Festival della Rai: ‘Toccami la gamba, Passami la bamba, Kyto, Poporoya, Jo sono la tua troia, Milano, coca, sushi, moda’. Sempre a Sanremo, negli anni scorsi, venne invitato Eminem come ospite internazionale. Sin dagli inizi della sua carriera è stato accusato di scrivere testi inneggianti alla violenza sulle donne, in ‘Kill You’, canzone d'apertura dell'album ‘The Marshall Mathers LP’, uno degli album più venduti al mondo, con protagonista un Eminem iracondo: "Shut up, slut, you're causing too much chaos, Just bend over and take it like a slut, okay, Ma? 'Oh, now he's raping his own mother, Abusing a whore, snorting coke, And we gave him the Rolling Stone cover?" ("Sta zitta, zoccola, stai causando troppo caos, Piegati e prendilo come una troia, okay, Ma?, 'Oh, ora sta stuprando sua madre, Abusando di una troia, sniffando coca, e noi l'abbiamo messo sulla copertina di Rolling Stone?”). E' evidente dunque che su questa polemica non solo Junior Cally e le sue rime, ma anche le donne e il sessismo non c'entrano nulla. Due sono le cose: o si accetta l’arte del rap, e probabilmente l’arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un’ ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano”.

In tutto questo, il brano che Junior Cally presenta in gara a Sanremo, “No grazie”, lungi dal sessismo, non manca di criticare il populismo dei nostri tempi, lanciando frecciate a Matteo Salvini e Matteo Renzi. Come abbiamo scritto del brano dopo l'ascolto riservato alla stampa, lo scorso venerdì 17 gennaio, di tutte le canzoni partecipanti al festival, “Farà discutere”.

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