Spotify, firmato con Warner Chappell un contratto di licenzia mondiale

Si è conclusa la battaglia che vedeva contrapposte la piattaforma streaming svedese e la società di edizioni controllata dal gruppo Warner
Spotify, firmato con Warner Chappell un contratto di licenzia mondiale

Il caso era esploso sul mercato indiano, quando il servizio di streaming musicale guidato da Daniel Ek aveva reso disponibile il repertorio curato dalla società di edizioni Warner Chappell senza un accordo di licenza: il braccio di ferro, che - su richiesta della Warner - lo scorso febbraio era finito all'attenzione del tribunale di Mumbai, si è risolto oggi, martedì 14 gennaio, con la firma - riferisce MBW - tra le parti di un accordo di licenza a livello globale.

I termini del contratto, nel dettaglio, non sono ancora stati resi noti: di certe, l'intesa siglata relativamente alla disponibilità su Spotify del repertorio targato Warner include anche il mercato indiano, clausola - questa - che neutralizza il procedimento giudiziario avviato presso la corte del capoluogo del Maharashtra.

"Siamo soddistatti di questo risultato", hanno spiegato in una nota i vertici di Warner Chappell: "Questo nuovo accordo valorizza in modo appropriato il lavoro dei nostri artisti ampliando la nostra collaborazione con Spotify anche al mercato indiano".

Warner non rappresentava l'unico interlocutore critico per Spotify sul mercato asiatico: la società con sede a Stoccolma lo scorso mese di aprile aveva aperto una vertenza anche con Saregama, la più antica e importante etichetta discografica in India, che aveva accusato lo staff di Ek di sfruttare il proprio repertorio senza le dovute autorizzazioni. I dirigenti della label avevano depositato un procedimento legale nei confronti di Spotify presso l'alta corte di Delhi.

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