NUOVOIMAIE, a Clara Moroni il premio 'Musicista dell'anno' ai Rockol Awards 2019: l'intervista

La cantante, musicista e storica collaboratrice di Vasco Rossi si aggiudica il riconoscimento voluto dall'Istituto Mutualistico per Artisti, Interpreti ed Esecutori dedicato ai professionisti del mondo della musica

NUOVOIMAIE, a Clara Moroni il premio 'Musicista dell'anno' ai Rockol Awards 2019: l'intervista

La si potrebbe chiamare la donna dei record - sul palco di Modena Park, il concerto di Vasco Rossi passato alla storia come l'evento musicale dal vivo a pagamento di un singolo artista con la maggiore affluenza mai registrata, l'unica performer femminile era lei - ma ricorrere alle statistiche in chiave sensazionalista non rende giustizia alla carriera di Clara Moroni: nata e cresciuta nella Milano che a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta vide esplodere il punk, la cantante e musicista che il frontman di Zocca definì "la Ferrari del rock" iniziò a darsi da fare al microfono guardando a Sex Pistols e alla new wave angolofona con i Kubrick, prima di affermarsi come apprezzata vocalist prima con (tra gli altri) Alberto Fortis, Jovanotti e Mauro Pagani, per poi - da metà anni Novanta - diventare lo storico (e popolarissimo) contraltare vocale nella corazzata musicale messa a punto dal compianto Guido Elmi per l'album “Gli spari sopra”, pubblicato da Vasco Rossi nel 1993.

A Clara Moroni il prossimo 16 gennaio, nell'ambito dei Rockol Awards 2019, sarà assegnato il premio "Musicista dell'anno", riconoscimento voluto da NUOVOIMAIE - l'Istituto che cura l'intermediazione dei diritti connessi di Artisti Interpreti ed Esecutori - riservato ai professionisti del mondo della musica coinvolti attivamente nel processo creativo come turnisti e produttori: "Sono davvero contenta di aver vinto", spiega l'artista, "E' un premio che arriva in un momento molto particolare della mia carriera".

"L'ultima volta che ho messo piede su un palco è stato a Modena, più di due anni fa", racconta lei: "E' stato un sogno, l'apoteosi". Esibirsi davanti a oltre 220mila persone è una cosa che si supera solo prendendo il coraggio a due mani, magari con l'incoraggiamento del destino. "Poco più di due mesi dopo, a settembre, mentre porto a spasso il mio cane rimango vittima di un incidente e mi rompo una gamba. Una brutta frattura, per guarire dalla quale - mi dicono i medici - mi aspetta un lungo periodo di riposo e un percorso di riabilitazione. Qualche settimana dopo sono al parco, con un mio amico carissimo che mi spinge mentre mi trovo sulla sedia a rotelle. Ho una fotografia di quel momento. Cinque settimane dopo, quel mio amico non c'era più, portato via da una grave malattia". Un uno/due che avrebbe messo al tappeto chiunque. "Poco tempo prima, circa un mese dopo Modena Park, anche Guido [Elmi] se n'era andato. Credo che le cose non succedano mai per caso. Dopo più di vent'anni vissuti al massimo, sempre in giro per il mondo, avevo bisogno di fermarmi, per capire meglio chi fossi e cosa volessi davvero. Poi la scomparsa del mio amico mi ha fatto capire quanto il tempo sia prezioso: ora vivo ogni momento della mia vita come se a disposizione avessi solo cinque settimane".

Così nasce la "nuova" Clara: interrotta pacificamente la collaborazione con Vasco, la Moroni oggi è pronta ad aggiungere un nuovo capitolo alla sua discografia solista, che a oggi conta già quattro capitoli - senza contare i due fatti uscire come Clara & The Black Cars nel '90 e nel '92 - pubblicati a partire dal 2004. "Mi sono detta, molto banalmente: chi non risica non rosica. Sono fiera e contentissima di quello che ho fatto, ma avevo bisogno di crescere e di provare qualcosa di nuovo", racconta lei: "Spesso, nella vita, è la paura di perdere quello che abbiamo a bloccarci. Io l'ho voluta superare, questa paura, perché dei cambiamenti ho bisogno come l'aria". Su cosa bolla in pentola, la cantante meneghina, per il momento preferisce mantenere un certo riserbo: c'è un nuovo progetto discografico, realizzato sotto la supervisione di Roberto Vernetti - producer dal curriculum chilometrico in passato già al lavoro con Casino Royale, Delta V, La Crus e altri - che dovrebbe debuttare nei primissimi mesi del 2020.

"Non ho mai pensato di poter far diventare della mia passione un vero e proprio lavoro", ha spiegato lei riguardo il mestiere dell'artista: "Ho iniziato da giovanissima a cantare e a esibirmi dal vivo, ma la preoccupazione dei miei genitori restava quella che proseguissi gli studi e che mi trovassi un lavoro 'vero'". Il destino, evidentemente, per lei aveva piani diversi. "Ma il caso c'entra fino a un certo punto: ci vuole passione e dedizione, per vivere di musica". Quale consiglio darebbe, Clara, a una collega o a un collega alle prima armi che voglia seguire le sue orme, magari tentando la via del talent? "Sarà per forma mentale, o forse per snobismo, ma faccio fatica a considerare i talent come incubatori di talenti. Chi ha talento e passione non va a farsi giudicare in TV. Poi, certo, oggi la situazione è quella che è, e se avessi 18 anni probabilmente a un talent ci andrei anch'io. Attenzione, però: di voci meravigliose in giro ce ne sono tantissime, specialmente in questi tempi. E' una cosa che per certi versi mi fa piacere, perché la sguaiatàggine e l'imprecisione al microfono non mi sono mai piaciute. Ma un'ottima intonazione e un bel timbro non bastano: ci vuole personalità. Ecco perché consiglio a tutti di studiare musica, oltre che canto, e di cimentarsi nella scrittura: essere interpreti e mettersi al servizio di una canzone non significa farsi da parte e diventare semplici esecutori".

In tema di consigli, la Moroni ha qualcosa di dire ai giovani colleghi anche a proposito di diritti degli artisti: "A NUOVOIMAIE sono arrivata grazie ad Andrea [Innesto, sassofonista, ex elemento della band di Rossi], che a sua volta fu contattato da Andrea Micciché [attuale presidente dell'Istituto]", ci racconta, "Per noi è fondamentale, perché i diritti connessi sono la fonte di sostentamento principale per chi fa questo lavoro. Non riesco a capacitarmi come certi colleghi più giovani si dimostrino così disinformati su questi temi, che - per chi fa questo lavoro - sono importantissimi".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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