Sanremo 2020: l'Ariston diventa il Teatro Domenico Modugno di Sanremo?

La struttura potrebbe cambiare nome in occasione del 70esimo anniversario del Festival (ma solo per cinque sere).
Sanremo 2020: l'Ariston diventa il Teatro Domenico Modugno di Sanremo?

Impossibile pensare al Festival di Sanremo senza pensare al Teatro Ariston: anche se la manifestazione arrivò nelle sale di corso Matteotti solamente nel 1977 (e per un anno, nel 1990, fu ospitata dal nuovo mercato dei fiori), dopo ventisei edizioni ospitate dal Casinò di Sanremo, l'Ariston rappresenta a tutti gli effetti il simbolo del Festival. Per l'edizione 2020, però, il teatro potrebbe cambiare nome e diventare il Teatro Domenico Modugno di Sanremo.

La proposta di intitolare l'Ariston a "Mr. Volare" era arrivata già quest'estate, prima ancora che la Rai ufficializzasse la notizia dell'affidamento ad Amadeus della conduzione e della direzione artistica della 70esima edizione del Festival. A promuoverla, il patron del Mei Giordano Sangiorgi, durante una tavola rotonda con l'Amministrazione Delegato della Rai Fabrizio Salini, con il sostegno del format "Meraviglioso Modugno" (ideato da Cristina Zoppa insieme a Franca Gandolfi, vedova del cantautore). Dopo mesi di silenzio, qualcosa sembra ora muoversi: a farlo sapere è l'attuale proprietario del Teatro Ariston, Walter Vacchino (figlio di Aristide, che negli Anni '50 acquistò il terreno sul quale venne costruito nel 1963 il cinema-teatro).

Intervenendo nell'ultima puntata del programma d'informazione "Italia sì", condotto da Marco Liorni, Vacchino si è detto possibilista in merito all'intitolazione del teatro a Domenico Modugno per le cinque sere del 70esimo Festival della Canzone Italiana. Così l'Ariston diventerebbe nella settimana del Festival il Teatro Domenico Modugno di Sanremo.

Modugno è stato uno dei protagonisti indiscussi della manifestazione, che con la vittoria del 1958 con "Nel blu dipinto di blu" rese popolare in tutto il mondo. Il cantautore aveva per la verità già partecipato al Festival due anni prima, come autore, firmando "Musetto (La più bella sei tu", interpretata sul palco del Casinò da Gianni Marzocchi. Celebre l'esibizione sulle note di "Nel blu dipinto di blu": Modugno si lasciò andare nel ritornello a una liberatoria apertura delle braccia. "Nel gesto di Modugno c'è tanta giovinezza e tanto entusiasmo, l'entusiasmo di chi ha dato la prima allegra scrollata a quel vecchio edificio pieno di zucchero e di ragnatele nel quale rischiava di adagiarsi la canzone italiana", ebbe a commentare il cronista del telegiornale dell'epoca, nel servizio che potete guardare qui sotto:

Dopo il trionfo del '58 con "Nel blu dipinto di blu" (l'altro interprete era Johnny Dorelli), Modugno tornò a Sanremo l'anno successivo con "Piove" (anche in questo caso, l'altra interpretazione era di Johnny Dorelli), vincendo di nuovo. Nel '62 una nuova vittoria, quella di "Addio... addio" (stavolta con Claudio Villa), e poi un'altra ancora nel '66 (con "Dio come ti amo", interpretata assieme a Gigliola CInquetti). Nel 1974 Modugno dovette accontentarsi del secondo posto con "Questa è la mia vita", dietro a Iva Zanicchi con "Ciao cara come stai?", e due anni più tardi tornò come ospite per seguire un medley dei suoi successi (quella fu emblematicamente l'ultima edizione ad essere ospitata dal Casinò).

Sul palco dell'edizione 2020 del Festival di Sanremo - che sarà un'edizione celebrativa, per i 70 anni della manifestazione - non dovrebbe mancare un omaggio a Modugno: come anticipato da "Il Messaggero" e riportato da Rockol, il tributo potrebbe essere affidato a Massimo Ranieri, che ha inciso una canzone inedita del cantautore.

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