Sanremo 2020: ma 24 "campioni" non sono troppi?

Annunciati due nomi aggiuntivi per un cast già fin troppo nutrito. Strategia o scelta degli ultimi giorni? Alla fine conta poco, basta che se ne parli....

Sanremo 2020: ma 24 "campioni" non sono troppi?

Tanto tuonò che piovve: la "sorpresa" c'è stata e i "big" Festival di Sanremo 2020, da 22 che erano, sono diventati 24. Erano già tanti prima, lo sono a maggior ragione adesso.

Non è dato sapere se quella di allargare il cast sia decisione degli ultimi giorni o se Amadeus avesse già tutto in mente  tutto a dicembre prima di rivelare  22 nomi a Repubblica il 31 dicembre. Ricorderete che originariamente il cast nomi doveva essere annunciato durante "I soliti ignoti"; la scelta di affidare i nomi in anticipo a Repubblica ha suscitato diverse polemiche. Così ecco la "sorpresa" riservata alla trasmissione di questa sera: l'aggiunta di Rita Pavone e Tosca.

Ma alla fine, al pubblico,  questi meccanismi poco interessano: molti scopriranno i nomi più avanti comunque.
Conta la qualità, conta quello che Amadeus è riuscito a mettere assieme: è presto per parlare in maniera sensata del cast (su cui qua c'è qualche primo ragionamento);  un paio di nomi in più non spostano più di tanto il tiro.

Cambia la quantità, appunto.  Aspettiamo di sentire le canzoni per dire se davvero tutte e 24 sono davvero così imprescindibili da giustificare un cast così largo. Ricordiamo che, negli anni prima nel 2015, in gara c'erano 14 artisti. Carlo Conti portò i nomi prima a 20, per poi arrivare a 22 nel 2017. Baglioni nel 2018 li riportò a 20, per poi arrivare anche lui a 24 nel 2019.

Poi si può discutere all'infinito sul resto, anche e soprattutto sul fatto che i cosiddetti "big" (o "Campioni", come dice il regolamento) non siano davvero tali.  Forse basterebbe smettere di chiamarli in questa maniera e forse basterebbe tornare ai numeri più umani di qualche anno fa. Magari non 14, ma almeno 16 o 18. Ne guadagnerebbero le canzoni, che avrebbero più spazio e attenzione, e ne guadagnerebbe pure lo spettacolo TV: la prima, la quarta e l'ultima serata dell'anno scorso - quelle in cui vennero cantate tutte e 24 le canzoni - furono davvero interminabili.

Insomma, anche quest'anno il Festival è sempre uguale a se stesso: si fanno polemiche, si parla di conduttrici, di chi c'è e chi non c'è, su cosa funziona e su cosa non funziona. Siamo un paese di direttori artistici del Festival e su questo gioca chi il Festival lo dirige davvero. Basta che se ne parli.
E manca ancora un mese. Insomma, mettetevi comodi e preparate il pop corn:  Sanremo è sempre il solito, lungo spettacolo, ed è appena cominciato...

(gs)

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