Billie Joe Armstrong: "Sono come un sedicenne affetto da ADHD"

Il frontman dei Green Day parla con sincerità del nuovo album “Father Of All Mother Fuckers”.
Billie Joe Armstrong: "Sono come un sedicenne affetto da ADHD"

Il 47enne frontman dei Green Day Billie Joe Armstrong ha espresso il suo pensiero sull'ultimo lavoro della sua band in una intervista rilasciata alla rivista rock britannica Kerrang.

Sulla lunghezza delle canzoni del nuovo album ha detto:

"Ho deciso che non mi piacciono le canzoni lunghe e questo te lo dice una band che ha scritto “Jesus Of Suburbia” (lunga nove minuti)! Sono come un sedicenne affetto da ADHD. Se ascolto musica di altri, guardo sempre quanto è lunga la canzone. Se passano più di tre minuti, dico 'Urgh, avanti. Non voglio ascoltare quella merda. Chi ha tempo per questo?!'".

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Non è quindi casuale il fatto che il primo singolo del nuovo album della band californiana, “Father Of All Mother Fuckers”, non superi i due minuti e mezzo. E il secondo, “Fire, Ready, Aim”, è addirittura sotto i due minuti. L'intero album, in uscita il prossimo 7 febbraio, sarà composto da dieci brani e avrà una durata abbondantemente sotto la mezz'ora.

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Del primo singolo, che è anche la title track dell'album, Billie dice:

"E' probabilmente il miglior primo singolo mai scritto dai Green Day. Ne sono davvero orgoglioso. Rappresenta i Green Day in un modo nuovo, ma in un modo familiare. Mi ricorda molto “Longview” (il primo singolo di “Dookie”, album pubblicato dai Green Day nel 1994”), in un modo strano, perché ci sono tutti gli elementi dei Green Day che suonano in una canzone di due minuti e mezzo".

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Quando gli viene chiesto il perché del titolo del nuovo album, Billie Joe risponde:

"Uhm.... È solo un titolo cazzuto! Penso che sia stato Kerry King degli Slayer, che hanno un album chiamato “God Hates Us All” e qualcuno gli ha chiesto, 'Credi davvero che Dio ci odi tutti?' E lui, 'Non lo so! È solo un titolo cazzuto!' Non appena è saltato fuori il titolo, ho pensato, 'Oh man, va bene'”.

Del nuovo disco dice ancora:

“Totale libertà. Libertà di ballare. Penso che questo sarà uno dei dischi più duri che abbiamo mai realizzato, il che significa che il suono è duro. Ma non per provare a ricreare “Insomniac” (album del 1995) o qualcosa del genere. È solo diverso e questo, per me, è super eccitante. Sono fermamente convinto che i Green Day siano la band più cattiva del pianeta, questo è ciò di cui sono entusiasta, e penso che sia quello che si trova davvero nel nuovo disco”.

I Green Day porteranno dal vivo le nuove canzoni anche in Italia all'inizio della prossima estate per due date del loro Hella Mega Tour: il trio guidato da Billie Joe Armstrong sarà di scena, insieme agli Weezer, il prossimo 10 giugno all'Ippodromo SNAI di Milano e il giorno successivo, l'11 giugno, alla Visarno Arena di Firenze.

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