Sanremo Giovani: svetta la “follia” degli Eugenio In Via di Gioia

Fasma convince tutte e quattro le giurie, Leo Gassmann supera Thomas in una serata ad eliminazioni dirette.

Sanremo Giovani: svetta la “follia” degli Eugenio In Via di Gioia

Canzone contro canzone. Sanremo Giovani ha usato un meccanismo molto (troppo?) televisivo per decretare i finalisti della sezione Nuove Proposte: una serie di duelli ad esclusione diretta tra 10 cantanti/canzoni, con 5 "sopravvissuti" che calcheranno il palco dell'Ariston a Febbraio. D'altra parte siamo in TV, e lo show non risparmia colpi: la concitazione della gara è il filo rosso che unisce tutti i duelli, mischiati al ricordo della storia del Festival e ai ricordi di Pippo Baudo, Piero Chiambretti, Carlo Conti, Antonella Clerici e Gigi D'Alessio, la giuria.
Passato e futuro si abbracciano nello show condotto da Amadeus. A uscirne vincitori, con un pass diretto per l’Ariston, per la categoria “Nuove proposte”, sono Leo Gassmann, Fadi, Marco Sentieri, Fasma e gli Eugenio In Via Di Gioia. A questi cinque si aggiungono Gabriella Martinelli e Lula, oltre a Matteo Faustini, tutti vincitori di Area Sanremo. Anche Tecla Insolia, vincitrice di Sanremo Young, volerà al Festival di Sanremo, in programma dal 4 all’8 febbraio. È l’unica donna solista. Da un brano più scanzonato a uno più consapevole e sofferto: gli Eugenio In Via Di Gioia e il duo Martinelli e Lula appaiono un passo avanti rispetto agli altri.

Gli accoppiamenti per gli scontri diretti fra i dieci concorrenti sono stati decisi direttamente dagli autori. Il primo duello, sotto i riflettori del Casinò di Sanremo, vede contrapporsi Leo Gassmann (figlio dell’attore e regista Alessandro) con il pezzo “Vai bene così” e Thomas, che canta “Ne 80”, canzone scritta in collaborazione con Danti e prodotta da Federico Nardelli. Una sfida nel segno del pop, ma dagli stili molto diversi: Gassmann più introspettivo e dalla voce matura, mentre Thomas si mostra giocoso e funky, capace anche di mettere in scena alcuni stacchetti. La spunta, dopo un pareggio iniziale, lo spirito più cantautorale di Gassmann. Il secondo duello vede scendere in campo Fadi, artista italo-nigeriano della riviera romagnola, con il brano “Due noi”, e i romani Réclame con “Il Viaggio di ritorno”. Anche qui la differenza fra i due progetti è netta e non rende semplice la valutazione finale. Passa la malinconia pop di Fadi. Shari, l’unica ragazza in gara in questa finale, lanciata da Benji e Fede, presenta “Stella” e si gioca il posto con Marco Sentieri, con il brano “Billy Blu”. La prima, emozionata, danza con la voce sul pianoforte dedicando la canzone a un’amica scomparsa, il secondo canta e rappa contro il bullismo. Un duello che si gioca su una manciata di voti: Sentieri viene premiato dal televoto e accede al Festival.  

A giudicare i ragazzi, oltre al televoto, la commissione musicale e la giuria demoscopica, la “giuria tv” che interagisce e crea momenti di spettacolo durante la serata: Carlo ContiPiero ChiambrettiAntonella ClericiPippo Baudo e Gigi D’Alessio si sentono a casa. Li rivedremo, quasi sicuramente, anche a febbraio per omaggiare la storia dei settant’anni del Festival nella serata amarcord. Un antipasto di questo nastro della storia riavvolto, si ha durante lo show attraverso alcuni video. Baudo si gode anche una standing ovation, quando passa il filmato di alcuni degli imprevisti che ha superato negli innumerevoli Festival da conduttore. Le battle continuano: il rapper Jefeo, milanese classe 2000, si presenta con “Un, due, tre stella!”, invece Fasma, classe 1996, romano, gareggia con il brano “Per sentirmi vivo”. Il background dei due giovani è lo stesso: la cultura hip hop. Jefeo più vicino all’universo trap, Fasma nel ritornello strizza l’occhio al rock. Tutti e due si rifugiano molto nell’autotune. Il pass per l’Ariston lo acchiappa Fasma, facendo il pieno di voti.

Delle donne e della loro forza nell’affrontare la vita di ogni giorno, anche nei momenti più duri, parla “8 marzo”, canzone della giovanissima Tecla Insolia, che il prossimo anno spegnerà sedici candeline. Viene chiamata sul palco e con i piedi ben piantati regala un’esibizione cristallina. Nell’ultima sfida si contrappongono Avincola, 32 anni, romano, che tenta di convincere tutti con “Un rider”, e gli Eugenio In Via Di Gioia con “Tsunami”, band che ha già calcato palchi importanti come quello del Primo Maggio e ha un'identità e una personalità già definita. Vince, per un soffio, l’irriverenza e la buona presenza sul palco della band. Arriva poi, sul finale, il turno dei vincitori di Area Sanremo. “Gigante d’acciaio” è la canzone di Gabriella Martinelli, artista originaria di Montemesola, che insieme a Lula si è presentata alle prime selezioni. Le due ragazze propongono il pezzo sul palco del Casinò in modo convinto: per chi è cresciuto a Taranto, “Il gigante d'acciaio” non può che riferirsi al settore siderurgico dell’Ilva, di cui si è tornato a parlare in seguito alla volontà dei nuovi acquirenti di ArcelorMittal di abbandonarlo. È stata Teresa De Sio a evidenziare il talento delle due giovani e l’importanza del loro brano, uno dei più interessanti di questa edizione di Sanremo Giovani. Il bresciano Matteo Faustini presenta la sua “Nel bene e nel male”, che sfrutta la bravura del ragazzo nel passare da una tonalità di voce all’altra. Il cerchio si chiude.

(Claudio Cabona)

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