Vasco Rossi racconta una delle prime volte in cui ha fatto la rockstar

Il cantante ricorda i suoi storici anni con la Carosello Records e quella volta che soggiornò in un albergo di lusso milanese...
Vasco Rossi racconta una delle prime volte in cui ha fatto la rockstar

Vasco Rossi ricorda i suoi esordi da rockstar: Il Rocker di Zocca è uno dei nomi storici della  Carosello Records, con cui ha lavorato dall'82 all'87.
Rossi ha scritto un testo originale per  “60X60 Carosello Records – Valore alla Musica” (disponibile qua), volume che celebra i 60 anni dell'etichetta milanese, dove si racconta anche la sua "Vita spericolata". Ecco il testo per ricordare quegli anni, che qua pubblichiamo per gentile concessione di Carosello Records

Il destino contrattuale dei miei primi dischi è legato alle due etichette di  Mario Rapallo, Targa prima e Lotus, poi, con la Carosello.
Quando passò dalla direzione artistica della  Saar a quella della Carosello mi portò con sé.
E con sé mi tenne per i miei primi 8 spericolati album.  
 
Con la Carosello  dal 1982  al 1987,  5 anni cruciali per me, da “Vado al massimo !”, glorioso album fino a “C’è chi dice no”. Da quando  in pratica  “non ero ancora nato” e cullavo il mio sogno rock , fino all’ anno delle grandi  scelte e rotture,  la prima svolta importante per la mia vita artistica. (…quante canzoni…quante avventure! ce ne sarebbero da raccontare...ma questo è un altro libro..)
 
Quando ci siamo conosciuti con Rapallo, io avevo un sacco di canzoni nel cassetto e un  45 giri “di successo” fuori, “Jenny /Silvia”, prodotto da Gaetano Curreri e pubblicato da Borgatti, una storica etichetta bolognese di liscio.
Rapallo era un bel tipo sveglio, pratico, ne sentì parlare e fu il primo discografico a muoversi da Milano, la “capitale” delle case discografiche, a Bologna per propormi un contratto a livello nazionale. Come dirgli di no?
Ai tempi io non sapevo niente di contratti, quello che mi importava di più era  scrivere e cantare le mie canzoni, vedere poi il vinile stampato per me era la massima soddisfazione. Rapallo mi stava bene perché non interferiva mai con il mio lavoro artistico, mi lasciava fare tutto quello che volevo. Sarà anche per questo che abbiamo percorso assieme un bel pezzo di strada.  
Generalmente veniva lui a Bologna e gli facevo ascoltare i pezzi a lavoro finito. Gli consegnavo in pratica un album intero all’anno con i miei “capolavori”. Il grande successo, il boom scoppio’ con  “Bollicine” .
A Milano ci andavo qualche volta anche io, certo, mi ricordo gli uffici della Carosello in pieno centro con la saletta di registrazione interna. Ricordo anche Giuseppe Gramitto Ricci, un signore dal bell’aspetto di altri tempi che … probabilmente male sopportava i miei jeans, il capello lungo le scarpe da tennis ma con me , quelle volte che ci siamo incontrati nel suo ufficio presidenziale, è sempre stato gentilissimo.
 
Ps: ricordo ancora con affetto quella volta che mi telefonò perchè era un po’ preoccupato. Ci credo! Stavo soggiornando da una decina di giorni, e forse più, al Principe di Savoia, l’albergo milanese di lusso, room service h24. Chiaro che io  ci stavo benissimo da “rockstar”, mentre lui pensava al conto che saliva vertiginosamente.

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