Rivoluzione ai Grammy con la nuova presidente per ridurre le differenze di genere

Le polemiche per il caso Lorde dello scorso anno. Ora, la nuova presidente annuncia importanti novità.

Rivoluzione ai Grammy con la nuova presidente per ridurre le differenze di genere

Rivoluzione ai Grammy. La nuova presidente della Recording Academy, che ogni anno organizza i Grammy Awards, tra i premi più prestigiosi in ambito musicale, ha deciso di accogliere i suggerimenti della task force guidata da Tina Tchen (avvocatessa di Chicago, già leader del movimento Time's Up, a difesa delle vittime di molestie sessuali nata in risposta al caso Weinstein) per ridurre le differenze di genere, dopo le polemiche degli ultimi anni. A partire dal caso Lorde.

Lo scorso anno, come già riportato da Rockol, alla cantautrice neozelandese - unica donna candidata nella prestigiosa categoria "Album dell'anno", con il suo "Melodrama" - fu vietato di esibirsi singolarmente. A denunciarlo fu il New York Times, che scrisse: "Degli 899 nominati nelle ultime edizioni dei Grammy Awards, solo il 9% erano donne".

Il movimento capitanato da Tina Tchen ha deciso così di presentare alla Recording Academy un report di una cinquantina di pagine contenente alcuni suggerimenti per ridurre le differenze di genere, sperando di trovare nella nuova presidente - che è donna - la giusta interlocutrice. A quanto pare, così è stato: Deborah Dugan, che all'inizio di quest'anno ha preso il posto di Neil Portnow alla guida della Recording Academy, ha annunciato che s'impegnerà per ridurre le differenze di genere, ristrutturando anzitutto il consiglio di amministrazione e raddoppiando il numero delle votanti donne.

La Dougan, a tal proposito, ha commentato: "Di recente abbiamo compiuto enormi progressi e sono orgogliosa di segnalare che il nostro team è attualmente al 50% al femminile. Tuttavia c'è ancora del lavoro da fare. La nostra missione è quella di sostenere i creatori di musica di tutti i generi musicali e di tutti i generi".

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