Quando Noel fece ascoltare per la prima volta 'Live forever' agli Oasis. Video

È il 1993. Gli Oasis non hanno ancora pubblicato "Supersonic". In sala prove succede qualcosa di magico, grazie a Noel e alla sua canzone.
Quando Noel fece ascoltare per la prima volta 'Live forever' agli Oasis. Video

La storia degli Oasis è piena di momenti clou: l'esordio con "Supersonic", il successo dell'uno-due "Wonderwall" e "Don't look back in anger", il doppio concerto a Knebworth di fronte a 250mila spettatori, la furibonda lite che il 28 agosto del 2009 nel backstage del Rock en Seine di Parigi segnò la fine del gruppo britannico. Ma c'è un passaggio che a detta dei diretti interessati rappresenta davvero la svolta: è quando Noel fece ascoltare per la prima volta "Live forever" ai suoi compagni di band.

Avvenne nel 1993, ancor prima dell'uscita di "Supersonic" e "Shakermaker", i primi due singoli ufficiali degli Oasis. La band, composta dai fratelli Gallagher insieme al chitarrista Paul "Bonehead" Arthurs, al bassista Paul "Guigsy" McGuignan e al batterista Tony McCarroll, esisteva di fatto da meno di un anno. Noel scriveva canzoni per sé, per sfogarsi. Una sera, durante una session in studio, si decise a far ascoltare una di queste canzoni agli altri: era proprio quella "Live forever" che nel giro di poco tempo sarebbe diventata una delle canzoni più belle della musica pop-rock. "Una sera presentai una canzone e tutto cambiò", avrebbe detto lui qualche anno dopo, parlando di quel momento.

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Bonehead, ascoltandola, rimase a dir poco sconvolto: "Non puoi averla appena scritta. Non è possibile che sia una tua canzone", gli disse, come ricostruisce anche Mat Whitecross nel 2016 nel film-documentario "Supersonic", ripercorrendo la storia degli Oasis. "Uno entra in una stanza e ti dice: 'Vi suono una delle mie canzoni'. E poi fa 'Live forever'". Noel sapeva che quella canzone avrebbe cambiato la sua vita e quella dei compagni di band: "Sapevo abbastanza di musica e di canzoni per sapere che era una grande canzone. E poi una seguì l'altra: finalmente stava succedendo...". La reazione di suo fratello Liam fu decisamente meno calorosa e incoraggiante di quella di Bonehead: "Non mi facevo coinvolgere nella musica. Pensavo: 'Quella è una cosa vostra. Occupatevene voi, io me ne starò qui a rilassarmi".

Una struttura musicale relativamente semplice e un testo improntato all'ottimismo, un vero e proprio inno alla vita di risposta all'attitudine distruttiva delle canzoni grunge, in voga all'epoca: sta tutto qui il segreto del successo di "Live forever"? Forse sì. "Ricordo che i Nirvana avevano una canzone intitolata 'I hate myself and want to die'. Io invece pensavo: 'Non lo tollero, cazzo!'. I ragazzini non hanno bisogno di ascoltare queste sciocchezze", la versione di Noel, che aveva cominciato a lavorare alla canzone già nel 1991, quando si era infortunato lavorando per un'impresa edile a Manchester. I primi versi di "Live forever" gli erano venuti fuori suonando gli accordi di "Exile on Main St." dei Rolling Stones e cantandoci sopra la sua melodia.

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Dopo averla terminata, con l'aiuto dei suoi compagni di band, Noel la fece ascoltare al boss dell'etichetta per la quale gli Oasis avevano da poco firmato un contratto discografico, quella Creation Records che di lì a poco avrebbe pubblicato il loro album d'esordio "Definitely maybe", alla presenza di Liam e degli altri. Alan McGee, a distanza di anni, ricordò di quel primo ascolto: "Fu probabilmente il momento più bello che io abbia mai vissuto insieme a loro".

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