Ex-Otago: “A Genova un concerto leggero come una festa e solenne come una messa”

La band ligure racconta il nuovo singolo “Scusa” e si prepara al live del 15 febbraio all’Rds Stadium: “Per noi significa fare la storia”

Ex-Otago: “A Genova un concerto leggero come una festa e solenne come una messa”

Gli Ex-Otago sono come il vino. Più passa il tempo, più raggiungono il gusto migliore. È un parallelismo che piace molto a Maurizio Carucci, voce della band genovese, ma anche contadino e viticoltore. E adesso perfino regista. Il video del nuovo singolo “Scusa” lo ha girato lui insieme a Lorenzo Paul Santagada‎, partendo da un’idea precisa: “sì, ma senza pretese – sorride – ne ho parlato con gli altri componenti del gruppo e mi hanno lasciato la possibilità di lavorare su una storia semplice, come quelle che piacciono a noi Otaghi. Crediamo che dietro le situazioni più lineari in realtà ci siano le vere bellezze dalla vita. Il video, come la canzone, mette al centro il litigio di una coppia, il tutto in una dimensione di viaggio nella tratta Genova-Milano. È un gioco di sguardi, di sentimenti. L’impostazione sembra da cinema francese dove apparentemente non succede nulla, si lascia campo alle emozioni”.

Emozioni che Carucci, Simone Bertuccini, Olmo Martellacci, Francesco Bacci e Rachid Bouchabla sono pronti a vivere il prossimo 15 febbraio all’Rds Stadium di Genova, uno dei concerti più importanti della loro carriera, a poco più di un anno da quel Festival di Sanremo che li ha consacrati, ancora di più, come band pop d’autore grazie a “Solo una canzone”. Prima di quella data è molto probabile escano altri brani, nuovi. Anche la lista degli ospiti è destinata a inspessirsi: fra quelli giù annunciati ci sono i Coma Cose e Jack Savoretti. Nella Città dei Fiori avevano cantato proprio insieme all' artista inglese dalle origini genovesi.“È stato un anno denso, abbiamo calcato il palco dell’Ariston, fatto uscire l’album “Corochinato”, che abbiamo portato in giro per l’Italia, e realizzato un documentario sul rapporto fra noi, Genova e la nostra musica – continua Carucci – il live al palazzetto è la chiusura di un cerchio. Sono sincero, in questo caso parlo a nome di tutti: non stiamo pensando al dopo, ci interessa solo abbracciare con la musica tutti i nostri fan”. Il concerto, che se dovesse andare sold out calamiterebbe 5.000 persone, avrà più anime, in pieno stile Otago. “Sarà un mix fra una festa delle medie con i bicchierini in plastica, anche se la plastica andrebbe bandita, e una messa – dice Carucci – dentro ci saranno gli abbracci, i baci e i balli di un party adolescenziale e la solennità di un rito. Due mondi apparentemente molto distanti, ma che fanno parte di noi. Lo filmeremo perché per la nostra carriera e per la città sarà un momento storico”.

Dopo oltre quindici anni di percorso, chi sono oggi gli Ex-Otago? Un gruppo incastrato fra le radici di una terra che amano e l’idea di prendersi il domani, andando oltre i propri confini grazie ai colori e al calore della loro musica pop. “Siamo convinti del fatto che se un uomo non vive una vita vera, avrà sempre difficoltà a fare arte – conclude il cantautore - quello che vogliamo come band è soprattutto trasmettere emozioni, ma prima bisogna sentirle sulla pelle, assaporarle come un buon bicchiere di vino rosso. Per questo oltre alla band, facciamo anche dell’altro. C’è chi noi fa il grafico, chi lavora nel mondo accademico, poi ci sono io che metto le mani nella terra e svolgo il mestiere del contadino. È da questo vivere che trae linfa vitale la nostra musica, e siamo sempre stati così. Alcuni ci definiscono “artisti naif”, noi preferiamo “persone normali”.

(Claudio Cabona) 

 

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