Di come Phil Collins aiutò la carriera solista di Robert Plant

Nei primi anni Ottanta l'ex cantante dei Led Zeppelin non aveva un posto dove andare, e allora...

Di come Phil Collins aiutò la carriera solista di Robert Plant

Tra le rivelazioni emerse nel podcast, 'Digging Deep', condotto dall'ex cantante dei Led Zeppelin Robert Plant, anche una che riguarda Phil Collins. Plant nelle sue discussioni ha parlato infatti dell'importanza che rivestì Collins per la sua carriera, una volta terminata l'esperienza con la band di "Stairway to Heaven". L'ex Genesis andò persino in tour come membro della sua band per un mese, anche se stava avendo un successo enorme da solista.

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Racconta Plant:

“Alla fine degli anni Settanta, non avevo un posto dove andare; John (Bonham) non c'era più. Quindi, ho formato gli Honeydrippers. Ci esibivamo, non per soldi, in giro per i club in Inghilterra e suonavo con questa grande band; loro erano davvero dei bravi musicisti. L'autista del nostro van, il suo nome era Big Dave, andava alla porta d'ingresso del club e chiedeva, 'Chi suona qui stasera?'. E se qualcuno mi avesse solo menzionato, ce ne saremmo andati. Se dicevano, 'Dovrebbero essere gli Honeydrippers', allora potevamo suonare la nostra roba."

Aggiunge però amaramente Plant:

“Ci sono molte volte che puoi suonare canzoni di Gene Vincent a 13 persone nel Limit Club di Derby. Ho pensato, 'Voglio davvero sapere se siamo in grado di produrre un suono grande che suona grande, senza che sia davvero pesante e duro'. Quindi, ho messo insieme una band”.

All'inizio, Plant era intimidito da ciò che ci si aspettava da lui in studio.

"Era la prima volta in assoluto che ero lontano dalla culla degli Zeppelin. Non mi rendevo davvero conto di quanta pazienza e concentrazione avessi davvero bisogno in uno studio per convincere le persone a suonare, a darti qualcosa di veramente importante, perché con gli Zeppelin sembrava tutto rotolare in qualche magico modo. È stata una vera svolta. Ho dovuto bluffare perché non conoscevo il lavoro di studio. Non sono mai andato dietro il banco, tranne che per spingere un po' di più gli effetti vocali sulle tracce degli Zeppelin, qua e là.”

E prosegue:

“Sono stato assolutamente e mirabilmente aiutato da Phil Collins, che venne e disse, 'John Bonham è stata probabilmente l'influenza più importante nella mia vita. Mi siederò su quello sgabello per te.'”

Parlando di Phil Collins dice ancora:

“Ci siamo davvero divertiti molto. Poi venne in tour con noi. Disse, 'Posso farlo per un mese', ed era quando "In the Air Tonight" stava spaccando.”

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In un altro punto del podcast Robert Plant parla della sua hit “Big Log”, tratta dal suo secondo album solista del 1983 “The Principle of Moments”:

“Avevamo quella cosa grandiosa e tremolante e ho dovuto ammorbidirla un po'. Quindi abbiamo acceso una drum machine TR-808, come faremmo senza i battiti delle mani sullla TR-808? Ho pensato, 'E' così schifoso questo suono!'. Ma in qualche modo, se lo suoni nel modo giusto... e Robbie Blunt, con la sua straordinaria capacità alla chitarra, ha iniziato a suonare questa linea melodica. Così è nata "Big Log"”.

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Plant ha detto che "Big Log" parla di un viaggio in Galles, ma che decise di non inserire i nomi dei luoghi perché non suonavano bene nel testo:

"Non saprei dire dove stavo andando, perché probabilmente stavo andando a Rhyll. ma potevo scrivere sull'andare."

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