Nick Cave, il debutto in video con una bestemmia (in italiano) scritta sul petto

Agli albori della leggenda di Re Inkiostro, nel 1981: in una discarica abbandonata di Camberwell, nei pressi di Melbourne, la futura voce di 'The Weeping Song' e la sua prima band mettono in scena una grottesca rappresentazione dell'inferno. E...

Nick Cave, il debutto in video con una bestemmia (in italiano) scritta sul petto

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Prima di "From Her to Eternity" - gli estimatori di Wim Wenders non potranno non ricordarlo, nella parte di sé stesso, nelle ultime battute di "Il cielo sopra Berlino" - e prima, anni luce prima di "Let Love In" del '94 e del succeso planetario che l'avrebbe portato a promuovere nelle arene di tutto il mondo dischi come "Push the Sky Away" e "Skeleton Tree", c'erano i Birthday Party, emanazione dei The Boys Next Door, gruppo che a partire dal 1976 aveva accorpato per la prima volta le due menti di quelli che sarebbero stati i primi Bad Seeds, ovvero Nick Cave e Mick Harvey.

Le coordinate erano quelle del post-punk, contaminate dal blues, del rockabilly più malato, del noise e del goth: niente di rassicurante, in sostanza. Anzi, tutt'altro. Come nelle migliori favole rock, il gruppo fu fondato da compagni di scuola - per la precisione, la Caulfield Grammar School, alla periferia di Melbourne - nel 1973: lo scatto verso il successo arriverà due anni dopo, nel 1975, con l'ingresso nella formazione di Tracy Pew, bassista ad altissimo tasso di selvaticità e autodistruzione (che, non a caso, avrebbe mancato di solo un anno l'ingresso nel famigerato "Club 27", nel 1986), al quale seguirà l'ingaggio di Rowland S. Howard, nel 1978. All'alba degli anni Ottanta, la corazzata post punk era pronta a conquistare il mondo, o a consumarsi fino alla dissoluzione. O a entrambe le cose.

Dopo un primo album - "Door, Door" - pubblicato come The Boys Next Door nel 1979, la formazione cambia nome in Birthday Party e pubblica l'eponimo disco di debutto - che poi, di fatto, debutto non è, perché il disco viene accreditato ancora alla vecchia siglia, quella, appunto, dei Boys Next Door - nel 1980. Ma sarà solo con la seconda prova di studio, "Prayers on Fire" del 1981, che la formazione si affermerà presso la stampa specializzata e presso il pubblico di nicchia, trasferendosi da Melbourne a Londra per tentare il grande salto.

"Prayers on Fire" viene pubblicato in prima istanza nel 1981 in Australia, poi distribuito su licenza dalla prestigiosa 4AD in tutto il mondo: il disco, a conti fatti, è il primo album effettivamente prodotto dalla band sotto la sigla Birthday Party. Come singolo apripista viene scelto "Nick the Stripper", uno dei due brani del disco - l'altro è "Yard" - interamente scritto da Cave. La band gira il video (il primo della propria carriera) da accompagnare al singolo in una discarica abbandonata di Camberwell, nei pressi di Melbourne, poche ore prima di risalire su un aereo che la riporterà nel Regno Unito: il set, che già prevedeva la messa in scena di una sorta di sabba, diventa la sede di uno delle feste d'addio più selvagge di sempre.

Il futuro leader dei Bad Seeds si aggira con la sua band in un'allucinata festa popolata di freak vestito solo con quello che sembra un pannolone e con, sul petto, le scritte "Hell" ("inferno") e la più classica delle imprecazioni blasfeme italiane (visibile, seppure con un grafia non del tutto corretta, tra le altre parti dalla clip, a 1' e 58''): l'atmosfera grottesca è sicuramente merito dei registi Evan English e Paul Goldman (che sempre nell''82 cureranno il video live "Pleasure Heads Must Burn", registrato alla mitica Hacienda di Manchester), ma anche dell'allora giovanissimo John Hillcoat, al quale fu affidato il montaggio e che anni dopo sarebbe diventato un apprezzato regista - firmando clip per, tra gli altri, Depeche Mode, Muse e Bob Dylan - nonché uno dei più fedeli collaboratori di Nick Cave, tanto da volerlo sia come attore che come coautore del suo primo lungometraggio ufficiale, "Ghosts… of the Civil Dead" del 1988.

"Per me, a 16 anni, il video di 'Nick the Stripper' è stato una conferma", scriverà il leader dei Mountain Goats John Darnielle nel 2012: "C'erano persone in altre parti del mondo che volevano dipingere una visione il più terribile possibile e registrarla in qualche modo affinché da qualche parte, nel mondo, potesse incrociare i percorsi di persone altrettanto malvagie. C'erano persone a cui piacevano le cose oscure, e solo quelle. C'era qualcuno oltre a me che pensava che dipingere sul tuo corpo qualche parola spaventosa fosse una cosa cattiva da fare. Non è stato tutto, saperlo. Ma era qualcosa. Era abbastanza".

I Birthday Party sarebbero durati ancora poco, anzi pochissimo: dopo la pubblicazione dell'ultimo album, "Junkyard" dell''82, e diversi cambi di formazione, alla fine del 1983 la tensione sempre più forte tra Cave e Howard, il prolungato soggiorno a Londra in situazioni tutt'altro che confortevoli e l'uso molto disonvolto di sostenze stupefacenti faranno saltare il banco. I due EP "Mutiny" e "The Bad Seed" faranno da epitaffio alla carriera dei Birthday Party, segnando - tra l'altro - la prima collaborazione tra Re Inkiostro e Blixa Bargeld degli Einstürzende Neubauten, che di lì a poco sarebbe diventato il frontman in seconda dei Bad Seeds. Tracy Pew morirà a causa dei postumi di un attacco epilettico nel 1986: Cave, con Harvey e Howard, si ritroveranno per un'estemporanea reunion dal vivo a Londra, nel 1992, durante la quale saranno eseguiti tre brani, "Wild World", "Dead Joe" e proprio "Nick the Stripper". Per l'occasione, senza bestemmie...

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