Il secondo disco del cantautore nordirlandese, pubblicato nel 1968, è anche quello che segna il suo grande successo, dopo l’esordio con Blowin’ Your Mind! e prima di Moondance del 1970.
Van Morrison cambia radicalmente stile, prendendo le distanze da quei brani da classifica come Brown Eyed Girl del 1967.
Inizia a sperimentare con il folk e il jazz, rigorosamente acustico, e dal vivo è accompagnato da flauto e contrabbasso. Proprio da queste session derivano le prime intuizioni che daranno vita ad Astral Weeks.
Innovativo è anche il cantato, che rende l'interpretazione suggestiva e all'avanguardia per quegli anni. A offrire ancora più intensità alla voce è la scelta delle liriche, che evocano lo stream of consciousness delle opere di Proust o James Joyce.