David Gilmour ricorda l'unica volta che vide i Pink Floyd in concerto

Il chitarrista della band inglese parla, inoltre, del tour di “A Momentary Lapse of Reason”.

David Gilmour ricorda l'unica volta che vide i Pink Floyd in concerto

Nel secondo episodio della serie di podcast 'The Lost Art of Conversation', David Gilmour ha ricordato l'unica volta in cui ha visto i suoi Pink Floyd dal vivo. Ha inoltre parlato di quando la band andò in tour a supporto dell'album “A Momentary Lapse of Reason”, il primo senza la partecipazione di Roger Waters, che durò dal 1987 al 1989.

Alla domanda se durante le prove di quel tour potesse ricordare il momento in cui sentiva che tutto stava andando per il verso giusto, Gilmour ha dichiarato:

"Ricordo il momento in cui ho pensato: 'Tutto è andato in vacca, è terribile!'. Il problema di essere nella band e dover cantare e allo stesso tempo suonare è che non puoi stare là fuori tra il pubblico. Qualche volta, con un radiomicrofono sulla chitarra, potevo andare davanti, suonare un poco mentre gli altri suonano, quindi fermarli e fare qualcosa (per risolvere un problema). Ma se sei distante, sei fuori sincrono a causa del tempo impiegato dal suono per arrivare fino a te."

Questa risposta ha portato ad osservare che l'unico problema nell'essere nei Pink Floyd è stato quindi il non averli mai visti in dal vivo. Ricorda allora Gilmour:

"L'unica volta che ho visto i Pink Floyd dal vivo è stato il bis allo stadio di Montreal nel 1977, l'ultimo concerto del tour di “Animals”, quello in cui Roger ha sputato su qualcuno, credo. Ero così incazzato per qualcosa, e non riesco nemmeno a ricordare per cosa, che mi sono rifiutato di suonare il bis e sono andato al banco di missaggio per guardare il bis, con Snowy (White) che suonava (le mie) parti. È stato l'unico momento in cui li ho un po' visti”.

Tornando al tour del 1987, ha ricordato come la band provò nell'hangar di un aeroporto internazionale, ciò significava che dovevano passare il controllo dei passaporti prima di iniziare a lavorare. Un'ulteriore pressione derivava dal fatto che i biglietti per alcuni concerti fossero stati messi in vendita prima ancora che l'album fosse finito. Dice Gilmour:

“È stata una cosa spaventosa, mettere insieme quel tour. Riconoscere che stavamo facendo qualcosa di giusto e che stava andando molto, molto bene era una grande fonte di gioia, sollievo ed eccitazione per me”.

 

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