Il film western di Bruce Springsteen, supereroe con superproblemi

Abbiamo visto “Western stars”, finalmente nelle sale italiane: il completamento di una trilogia iniziata con l’autobiografia e proseguita con lo spettacolo a Broadway. Anche questa volta il Boss si mette a nudo, con le sue debolezze e le sue forze.

Il film western di Bruce Springsteen, supereroe con superproblemi

Springsteen ha rispolverato l’immaginario del west, quello dei film con con cui è cresciuto e con cui per decenni è stato il racconto il mito della costruzione del sogno americano. Ma lo ha fatto a modo suo, mettendosi a nudo: come il cowboy di “Western stars”, la canzone e come molti dei suoi personaggi, il Boss è un supereroe, ma con superproblemi. La depressione, la vecchiaia, la fatica a riconoscersi in un sogno americano che si sgretola sempre di più. 

Dopo una fugace apparizione al Roma Film Festival, è finalmente nelle sale italiane “Western stars”, il film. È stato presentato a livello mondiale lo scorso ottobre ma il trattamento riservato all’Italia dal distributore cinematografico è difficile da spiegare. Springsteen crede talmente tanto in questo progetto da averlo firmato come co-regista assieme a Thom Zimny, da avere concesso una miriade di interviste. Ha partecipato ad ogni programma TV possibile, in America. Insomma si è concesso ad un’esposizione mediatica enorme, che però da noi si è persa: il film arriva nelle sale dopo ben 6 settimane da tutto questo, e pure in sordina - anche se siamo un paese di Bossofili.

È un peccato, perché il film è davvero interessante, anche al di là della cerchia dei fan. È la chiusura della trilogia autobiografica iniziata con il libro “Born to run” e proseguita con “Springsteen On Broadway”. Lo schema del film è noto: un’esecuzione integrale con orchestra di “Western stars”, girata in un vecchio fienile in New Jersey - a cui si intervallano frammenti narrativi girati nel Joshua Tree Desert,  in California. L’esecuzione dal vivo è bella e già conosciuta, essendo stata pubblicata a fine ottobre (qua la recensione). Gli intermezzi sono altrettanto interessanti e belli visivamente: Springsteen parla di sé, certe volte con voce fuori campo, altre guardando lo spettatore. E collega esplicitamente i personaggi dell’album alla sua storia personale. 

 “Western stars”, l’album, è una raccolta di storie e di personaggi apparentemente lontani dall’autobiografia. Questo film invece spiega come le canzoni siano collegate con la battaglia personale di Springsteen contro la depressione, contro le sue pulsioni autodistruttive e la tendenza a far a male a chi gli sta intorno. E si parla del tempo ce passa: il cowboy della canzone capisce che quello che fa ha meno importanza, vede amici che se ne vanno e vede stivali vuoti, ma è contento di avere ancora i suoi addosso e si muove in un mondo diverso, ma con una sua dignità. Springsteen è invecchiato (ehi, il tempo passa per tutti!)  ragiona su come è arrivato fin qua, e qual è il suo posto nel mondo, sul suo matrimonio (tra le immagini più toccanti ci sono i filmini inediti del suo viaggio di nozze). Non a caso cita molte volte Dio e la fede, concludendo le sue meditazioni con un “Buon viaggio, pellegrino”, rivolto ai suoi ascoltatori.

Sarà interessante vedere come Springsteen riemergerà da questi anni di de-costruzione  autobiografica del mito del Boss-supereroe. C'è ancora qiel rocker da concerti di 4 ore? Lo sapremo nel 2020, con l’annunciato ritorno della E Street Band. Intanto, “Western stars” rimane una grande prova, sia discografica che cinematografica: questo film che è contemporaneamente consolante (le performance delle canzoni sono da brividi) e straziante. 

Ma tranquilli Alla fine c’è, come sempre nella musica di Springsteen, la redenzione: musicalmente, la cosa più bella del film è la cover di “Rhinestone cowboy” (qua la storia del brano), con il protagonista che fugge dagli inganni di Broadway per ritrovarsi nei cieli aperti del west. E lì sembra trovare la pace

Il film è nelle sale italiane ancora oggi, 4 dicembre. Poi, verosimilmente, uscirà in DVD/Blu-Ray e digitale nelle prossime settimane - anche se non c’è ancora una data. Per i fan di Springsteen è imperdibile, per tutti gli altri è una bella meditazione sul tempo che passa, condita da grande musica che può piacere anche ai non adepti al culto del Boss.

(Gianni Sibilla)

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.