Led Zeppelin, i 45 anni di “Physical Graffiti”: la storia dell’album

“Physical Graffiti” dei Led Zeppelin è uscito il 24 febbraio del '75. Per celebrare il compleanno di questo album epocale l’abbiamo presentato integralmente, canzone per canzone, iniziando il 9 febbraio e concludendo ieri 23 febbraio.
Led Zeppelin, i 45 anni di “Physical Graffiti”: la storia dell’album

Pubblicato il 23 febbraio 1975, “Physical Graffiti” è il primo disco degli Zeppelin a uscire per la loro nuova etichetta discografica, la Swan Song.

Accolto calorosamente da pubblico e critica, “Physical Graffiti” vende otto milioni di copie negli Stati Uniti, riportando istantaneamente in classifica tutti e cinque gli album precedenti degli Zeppelin. Si tratta anche dell’album degli Zeppelin preferito da Plant, mentre Jimmy Page lo descrive correttamente come il “picco massimo” della carriera della band.

Pur avendo quattro facciate, questo è un album senza riempitivi, senza punti deboli.

La copertina dell’album è assolutamente rivoluzionaria, con le finestre del palazzo forate che rivelano, cambiando le buste interne dei dischi, un turbinio di vita e di cultura. In una delle sei copertine interne le finestre svelano il titolo del disco. Le altre sono caratterizzate dai credits dell’album, graficamente innovativi, o da finestre traboccanti di varia umanità. In un’altra c’è il nome della band, scolpito nella pietra al centro dell’illustrazione. Le due facciate dei palazzi al 96 e 98 di St. Mark’s Place, nell’East Village di New York City, diventano il monolite silenzioso a testimonianza dell’epoca in cui gli dei del rock camminavano sulla terra.

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I testi sono tratti dal libro di Martin Popoff “Led Zeppelin. Tutti gli album – Tutte le canzoni”, pubblicato da Il Castello, per gentile concessione dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Physical Graffiti” e di tutti gli altri album dei Led Zeppelin.

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