Led Zeppelin, i 45 anni di “Physical Graffiti”: una canzone al giorno. “Houses of the holy”

“Physical Graffiti” dei Led Zeppelin è uscito il 24 febbraio del '75. Per celebrare il compleanno di questo album epocale abbiamo deciso di presentarvelo integralmente, canzone per canzone, iniziando il 9 febbraio e concludendo il 24 febbraio prossimo.
Led Zeppelin, i 45 anni di “Physical Graffiti”: una canzone al giorno. “Houses of the holy”

Esemplare quasi indescrivibile di hard rock melodico, “Houses of the Holy” si adatta perfettamente all’anima heavy di “Physical Graffiti”, eppure riesce allo stesso tempo a risultare più abbordabile, forse la canzone più calda del disco. Il brano viene completato in tutto e per tutto già nelle sessioni dell’album omonimo, senza nemmeno aver bisogno di un remix, considerando che la registrazione avviene nel maggio 1972 agli Olympic con George Chkiantz (missaggio agli Electric Lady di New York City ad opera di Eddie Kramer, mentre la band si trova negli Stati Uniti per le date del tour estivo). Nei testi, la traccia segue uno dei temi del disco precedente, con Plant che ancora una volta esalta l’idea del concerto come dimora degli dei, buoni o cattivi che siano.

Il suono specifico della chitarra di Jimmy, che richiama in qualche modo il clavicordio, si dice sia stato ottenuto grazie all’utilizzo di un delay digitale Lexicon/Gotham Delta-T, anche se alcuni esperti lo attribuiscono a eventi fortunosi quali il posizionamento di un microfono o di un doppio microfono, ad alcuni pickup della chitarra non in fase fra loro, all’utilizzo di un sintetizzatore ARP 2600 o a una semplice tecnica di flanging con filtro a pettine.

Fra i gradevoli tocchi di Bonham, qui ricordiamo il suo utilizzo giudizioso della cowbell e il colpo diretto con la cassa al battito uno e tre, raddoppiando alla fine di ogni misura per seguire quello che suona Jimmy, dimostrando la sua abilità nell’allinearsi al chitarrista invece che al bassista.

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Domani scriveremo di “Trampled under foot”.

Leggi qui la scheda di “In my time of dying”

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I testi sono tratti dal libro di Martin Popoff “Led Zeppelin. Tutti gli album – Tutte le canzoni”, pubblicato da Il Castello, per gentile concessione dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Physical Graffiti” e di tutti gli altri album dei Led Zeppelin.

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