Led Zeppelin, i 45 anni di “Physical Graffiti”: una canzone al giorno. “In my time of dying”

“Physical Graffiti” dei Led Zeppelin è uscito il 24 febbraio del '75. Per celebrare il compleanno di questo album epocale abbiamo deciso di presentarvelo integralmente, canzone per canzone, iniziando il 9 febbraio e concludendo il 24 febbraio prossimo.

Led Zeppelin, i 45 anni di “Physical Graffiti”: una canzone al giorno. “In my time of dying”

“In My Time of Dying” viene registrata nel febbraio 1974 a Headley Grange grazie allo Studio Mobile di Ronnie Lane, con Ron Nevison alla parte tecnica, il che la rende uno dei pezzi “nuovi” dell’album. Il missaggio viene effettuato da Keith Harwood agli Olympic. La canzone, suonata con accordatura aperta in mi, si basa su un pezzo del 1927 di Blind Willie Johnson intitolato “Jesus Make Up My Dying Bed”, che a sua volta era adattata da altri brani della tradizione ancora più antichi, a cui avevano attinto anche Charlie Patton e addirittura Bob Dylan (nell’album d’esordio di Dylan infatti c’è un brano intitolato “In My Time of Dyin’”). Lo slide di Jimmy, utilizzato in questa occasione sulla fidata Danelectro, è determinante per creare il tono allucinatorio di tutta la canzone, ma in realtà è lo staccatissimo riff heavy metal della sezione centrale, che inizia attorno al minuto 3:45, a rendere “In My Time of Dying” una delle tracce più heavy degli Zeppelin fra quelle riconducibili in qualche modo alla corrente del cosiddetto British blues.

John Paul Jones suona il basso senza tasti, ma è Bonham a concentrare su di sé l’attenzione, visto l’equilibrio fra potenza e chiarezza del suono, in quello che è forse il miglior brano in cui il suo sound viene ben riprodotto senza particolari eccentricità. “In My Time of Dying” è davvero, sotto molti aspetti, una “Stairway” migliorata, una “Stairway” sotto steroidi, ma anche più creativa, più astuta e più saggia, almeno dal punto di vista musicale. Nel complesso, un pezzo assolutamente fantastico, che ci ricorda quello che è sempre stato il modus operandi degli Zeppelin sin dall’inizio, ora però con il vantaggio di moltissima esperienza e saggezza in più.

Domani scriveremo di “Houses of the holy”.

Leggi qui la scheda di "The Rover"

Leggi qui la scheda di “Custard Pie”​

I testi sono tratti dal libro di Martin Popoff “Led Zeppelin. Tutti gli album – Tutte le canzoni”, pubblicato da Il Castello, per gentile concessione dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Physical Graffiti” e di tutti gli altri album dei Led Zeppelin.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/Ny4L26OpDAZJ76PwddWddv7cISg=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/ledzeppelinpopoff.jpg

 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.