Francesco Guccini, otto anni fa il tributo dei Luf: ''Note di viaggio'? Non può non piacere, ma...'

Ben prima di 'Note di viaggio' le canzoni del Maestro vennero omaggiate dalla folk band lombarda guidata da Dario Canossi. Che della recente operazione discografica dedicata al cantautore emiliano dice...

Francesco Guccini, otto anni fa il tributo dei Luf: ''Note di viaggio'? Non può non piacere, ma...'

Giusto perché resti agli atti, Francesco Guccini non ha dovuto aspettare la soglia degli ottant'anni per vedersi omaggiato da colleghi e ammiratori: benché il recente "Note di viaggio" rappresenti la prima, grande mobilitazione discografica da parte di artisti di prima grandezza nei confronti del catalogo del Maestrone, la voce di "Noi non ci saremo" nel 2012 fu oggetto di un tributo da parte dei Luf, band lombarda che otto anni fa pubblicò il cover album "I Luf cantano Guccini".

La formazione, guidata dal leader e frontman Dario Canossi, in passato già collaboratore di Davide Van De Sfroos per la prima prova in studio del cantautore laghée "Brèva e Tivàn", otto anni fa mise mano al repertorio di Guccini rileggendo undici capitoli tra grandi classici come "Auschwitz", "Dio è morto" e "L'avvelenata" ed episodi più ricercati quali - tra gli altri - "Incontro" e "Le cinque anatre".


(Nel frame qui sopra potete ascoltare tutto l'album "I Luf cantano Guccini": per skippare di traccia in traccia, è possibile utilizzare i comandi posti in basso a sinistra, nel quadro, a fianco dell'icona "play")

"Il tributo dei Luf a Francesco Guccini nasce da un debito di riconoscenza che avevo nei confronti del Maestro", ha spiegato a Rockol Canossi: "Fin da quando ho iniziato a cantare mi sono sempre sentito dire che la mia voce è uguale alla sua: io, questa somiglianza, in prima battuta ho cercato di mascherarla, poi ho imparato a conviverci, e alla fine ho voluto omaggiarla, dato che Guccini mi ha insegnato tanto".

La via del tributo, tuttavia, non è stata facile: "Per me Guccini è stato una sorta di  malattia", racconta Canossi, "Quando abbiamo deciso di rileggere le sue canzoni a modo nostro, ci siamo divertiti tanto, tantissimo, ma registrare il tributo è stato più faticoso che registrare un disco di inediti: nell'accorstarsi a un repertorio così importante è inevitabile che tremino le mani. Se ti imbarchi in un'avventura del genere o fai le cose per bene o non le fai. Devi metterci l'anima, e noi ce l'abbiamo messa". L'impegno, tiene a precisare il leader dei Luf, ha pagato: "Volevamo fare qualcosa di originale, mettere - come eravamo soliti dire allora - un 'vestito nuovo a quelle bellissime signore' che sono le canzoni di Guccini. A giudicare dai riscontri che abbiamo avuto, è stata una scommessa più che riuscita".

Il Maestro ha mai sentito l'omaggio tributatogli dai suoi discepoli? Sul proprio sito ufficiale, nella sezione dedicata alla discografia, la band - al riguardo - si limita a un autoironico "Il Maestro non si è mai lamentato". "Ancora oggi non so se Guccini abbia mai sentito la nostra versione delle sue canzoni", spiega, divertito, Canossi: "Prima di pubblicarle, per una questione di rispetto nei suoi confronti, cercai di contattarlo per ricevere la sua approvazione. Scrissi al management e a diversi elementi del suo entourage senza però ricevere risposta. Così un bel giorno salii in macchina e andai a Pavana. Suonai al campanello di casa sua, e lui mi aprì: mi presentai e gli spiegai la ragione della mia visita. Lui mi rispose: 'Ma sì, non c'è problema, fate pure che mi fa piacere".

Passano otto anni, e il gotha della scena tricolore unisce le forze e spedisce nei negozi quello che, a conti fatti, è il primo tributo mainstream al Maestro: "'Note di viaggio' è un disco che beneficia di tre eccellenze: le canzoni di Guccini, gli interpreti chiamati a cantarle, e la produzione", spiega Canossi, "Tutte le voci sono abbinate ottimamente ai brani: Malika Ayane e Nina Zilli sono state bravissime, Francesco Gabbani, con quell'arpeggio in fingerpicking in sottofondo, è davvero 'tra la via Emilia e il West', e Ligabue, beh, lui è un gucciniano di ferro, basti pensare alla sua 'Caro il mio Francesco'".

Eppure, a detta del leader dei Luf, a "Note di viaggio" manca il quid che avrebbe fatto la differenza: "L'impressione è che si sia scelto di valorizzare più gli interpreti e le loro voci delle canzoni. I brani, ovviamente, stanno in piedi da soli, e da questa prova tutti gli interpreti ne escono bene. 'Note di viaggio' è un disco più che credibile, che cammina ma che non corre. In cabina di regia c'era Mauro Pagani, che per me è un intoccabile, una delle persone più illuminate del quale il panorama musicale italiano possa fregiarsi, ed è per questo che probabilmente, dagli arrangiamenti, mi aspettavo qualcosa di più. Perché per fare un tributo del genere serve sì il rispetto, ma anche il coraggio: pensate al lavoro fatto da Bruce Springsteen sul repertorio di Pete Seeger, con il Boss che crea un nuovo mondo musicale intorno alle canzoni. E' vero, bisogna ammettere che per Guccini la musica sia sempre stata qualcosa da usare per cantarci sopra dei testi che sono a tutti gli effetti poesie, e quella di privilegiare le liriche piuttosto che l'aspetto musicale - in 'Note di viaggio' - è una scelta plausibile. Ma proprio perché i testi brillano di luce propria, perché non lavorare sugli arrangiamenti? Pensate a De André, quando decise di unire la potenza della sua poesia alla musica della PFM: fece il botto".

Il bilancio, secondo Canossi, è positivo ma con riserva: "'Note di viaggio' è un disco che non può non piacere, perché non ha niente che non funziona. Ma non mi entusiasma".

A Guccini, in passato, sono stati dedicati altri due album tributo: oltre ai due album dei Nomadi (“I Nomadi cantano Guccini”, 1973, e “I Nomadi interpretano Guccini”, 1974) il cantautore emiliano fu omaggiato con “Fra la via Aurelia e il West”, disco realizzato con le registrazioni dell’edizione della Rassegna del Club Tenco dedicata allo stesso Guccini, alla quale presero parte, tra gli altri, Roberto Vecchioni, Mauro Pagani e Carmen Consoli, e “Guccini International”, documentazione discografica dell’edizione 2016 della rassegna “Dallo Sciamano allo Showman”, anch’essa dedicata a Guccini, che ha visto protagonisti Roger Mas, Juan Carlos Biondini, Vlanti, Pujado, Comes, Scott, Papaioannou, Sala, Toffa Hamra. Entrambi gli album, sia “Fra la via Aurelia e il West” che “Guccini International”, propongono riletture del repertorio del Maestro registrate dal vivo, e non - come invece "I Luf cantano Guccini" e "Note di viaggio" - versioni inedite registrate in studio.

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