Pink Floyd, la guida ai contenuti audio di “The Later Years" (1 / 5)

Il racconto dettagliato dei cinque cd audio del secondo cofanetto dei Pink Floyd, dedicato all’ultimo periodo della band: Nino Gatti dei Lunatics, uno dei massimi esperti italiani della band, ci porta alla scoperta di tutto quello che c'è da sapere

Pink Floyd, la guida ai contenuti audio di “The Later Years"

Mancano meno 10 giorni alla pubblicazione ufficiale del secondo cofanetto dei Pink Floyd, “The Later Years 1987-2019”, dedicato come si evince dal titolo all’ultimo periodo della band, che arriva a tre anni dal precedente box intitolato “The Early Years 1965-1972”.Il contenuto di questa nuova, ghiotta strenna natalizia floydiana è stato anticipato in agosto dai Pink Floyd. La confezione comprenderà cinque cd audio, due vinili e cinque DVD, replicati anche in versione Blu-Ray (che saranno sei, compreso materiale aggiuntivo) per un totale di 18 dischetti a 350€ circa

A completare questo nuovo box delle meraviglie gli acquirenti potranno apprezzare le riproduzioni di programmi, biglietti e memorabilia varia legati agli spettacoli del periodo 1987-1994, oltre a libretti vari con i testi, foto anche inedite e una confezione con nuova grafica per ognuno dei dischetti e dei due vinili presenti nella confezione. 
Ecco una guida ai contenuti audio del box.
(Nino Gatti)

CD 1 “A Momentary Lapse Of Reason”
Le biografie più importanti sulla carriera dei Pink Floyd hanno sempre evidenziato un aspetto su cui è difficile non essere d’accordo: il primo album dei Pink Floyd in cui non compare Roger Waters – “A Momentary Lapse Of Reason” 1987 – risentiva dell’assenza quasi totale degli interventi strumentali di Mason e Wright. A farne le spese è stato il famoso “Pink Floyd Sound”, che i tanti session men richiamati da David Gilmour e Bob Ezrin a completare il disco non erano riusciti a ricreare. Mason e Wright erano stati tagliati fuori dai giochi in quanto ormai arrugginiti e non in grado di offrire il personale apporto durante l’incisione di quel disco. Il loro livello esecutivo, a detta di Gilmour e di Ezrin, era ben lontano dagli standard strumentali che un disco dei Pink Floyd richiedeva.
Questo tarlo deve aver tormentato per anni Gilmour, da perfezionista qual è, e l’idea di poter rimescolare le carte e dare spazio ai suoi compari Mason e Wright si è finalmente concretizzata. Il progetto fu frenato dalla morte di Wright nel 2008 ma Gilmour non si perse d’animo e intanto si assicurò che Mason potesse intervenire, registrando nuovamente le sue parti di batteria dell’intero disco. Restava il problema di recuperare gli interventi di Wright; l’unica soluzione era quella di estrarli dalle varie multi-tracce relative al tour del periodo 1987-1989, aggiungendoli al nuovo missaggio. E ha funzionato, eccome! Anzi, il suono live di Wright ha aggiunto colore e calore a questo disco, evidentemente figlio delle sonorità digitali degli anni Ottanta. Quello che ascoltiamo oggi è probabilmente il disco che avremmo ascoltato se Mason e Wright avessero trovato spazio durante le registrazioni avvenute tra il 1986 e il 1987, quando tra Londra e Los Angeles nacque il tredicesimo ellepì in studio dei Pink Floyd.
Intanto un piccolo dato statistico: rispetto all’ultima versione conosciuta, quella remaster pubblicata su cd nel 2011, la durata totale del remix 2019 di “A Momentary Lapse Of Reason” è più corta di otto secondi, frutto di aggiustamenti vari nelle undici tracce. La canzone che ne fa maggiormente le spese è Yet Another Movie, che passa dai 6:28 agli attuali 6:15.
Il suono in generale risulta oggi più caldo rispetto a quello del 1987, grazie sia alle tastiere di Wright, con la loro timbrica live che alla batteria di Mason, verso il suono della quale è stata riservata una cura particolare. Questo lavoro di certosina ricostruzione deve essere costato non poca fatica; adattare le lunghezze delle partiture registrate dal vivo di Wright a quelle della versione in studio è stato lavoro chirurgico, confermando la cura dei particolari tipica dei dischi dei Pink Floyd.
I cambiamenti non sono stati limitati a tastiere e batteria; anche gli altri strumenti hanno conosciuto un inevitabile remix, portandoli in alcuni casi maggiormente in evidenza rispetto alla versione 2011.
L’iniziale Signs Of Life è simile all’originale, anche se in alcuni punti sono state evidenziate alcune parti di tastiera, probabilmente nascoste nel precedente missaggio. Le prime considerevoli aggiunte si riscontrano in Learning To Fly, nella quale risalta l’accompagnamento delicato delle tastiere di Wright, il cui Hammond è ancora più evidente sul finale. La batteria ricalca quella originale di Mason, aggiungendo dei leggeri bilanciamenti. The Dogs Of War sembra rivitalizzata dai nuovi inserti grazie al suono caldo di Wright e dai colpi sulle pelli di Mason, che sostituisce la gloriosa performance di Carmine Appice. Il cambio di tempo apportato da Mason a metà brano è nel suo tipico stile, mentre è stato lievemente modificato il suono del sax di Tom Scott e Scott Page. One Slip si libera di parte di quelle sonorità anni Ottanta che soffriva nell’edizione originale, grazie alla nuova batteria concreta e possente di Mason (anche se quel passaggio al minuto 3:41 non convince del tutto), in sostituzione del già ottimo lavoro svolto da Jim Keltner nel 1987. Notevoli anche le coloriture delle nuove tastiere di Wright, che fanno decisamente preferire questa versione all’originale regalandole una nuova grazia.
Differenze sostanziali si riscontrano sulla classica On The Turning Away, dove Mason ha personalizzato maggiormente i suoi colpi di batteria, sentendosi libero di interpretarlo senza dover obbligatoriamente ricalcare le incisioni originali di Keltner. Anche Yet Another Movie ci guadagna dai nuovi innesti sonori. In particolare è il basso di Tony Levin a risaltare in maniera più evidente rispetto all’87. Gli interventi di Mason e Keltner, che si erano divisi i tamburi nel 1987, suonando praticamente all’unisono, sono stati ripuliti dalla performance del musicista americano, lasciando in evidenza soltanto quella del nostro batterista. Mentre Round And Around e le due parti di A New Machine, tutti brani in cui Mason e Wright sono assenti,risultano fedeli all’originale, in Terminal Frost le sonorità di batteria di Mason aggiungono freschezza al brano. Qui il batterista cambia l’intro e offre un suono più morbido rispetto a quello che egli stesso aveva registrato nel 1987.
Il disco si chiude con Sorrow; incisa da Gilmour con una drum machine, anche se in alcuni momenti come al minuto 3:48 suona stranamente differente rispetto alla versione del 1987 (sembra improbabile che il suono sia stato sostituito con quello analogico della batteria di Mason).
Il brano termina con un nuovo tributo al compianto tastierista dei Pink Floyd: sono sue le note di Hammond che concludono l’album, in particolare evidenza in questo coinvolgente finale strumentale. Gli inconfondibili suoni della sua tastiera di Richard Wright si uniscono a quelli della chitarra di David Gilmour, sfumando insieme a conclusione del disco.

 

 

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