Lous and the Yakuza: ‘Voglio che la musica sia di una realtà brutale’

Dopo 7 EP Lous and the Yakuza esordisce nel mercato del disco e lo fa al fianco del produttore El Guincho. Ecco quello che ci ha raccontato.
Lous and the Yakuza: ‘Voglio che la musica sia di una realtà brutale’
Credits: Manuel Obadia Wills

“Voglio che la musica sia onesta, voglio che i testi siano di una realtà brutale. Amo quando la realtà e la verità ti colpiscono in faccia e spero che il mio album sia questo”. È con queste premesse che Lous, 23 anni, “una giovane ragazza nera”, come definisce se stessa, si prepara a esordire nel mercato del disco con il suo “Gore”, registrato tra il Belgio, Parigi e Barcellona e anticipato dal singolo apripista “Dilemme” che ha dato non poche soddisfazioni a Marie-Pierra Kakoma – questo il vero nome dell’artista – in termini di vendite.

L’aspetto di Lous, dietro al progetto artistico Lous and the Yakuza, è un crogiolo di eleganza parigina ed elementi del mondo dell’hip-hop, una comunità alla quale è profondamente legata, come lei stessa sottolinea indicando il grillz che porta applicato ai denti. La incontriamo negli uffici italiani della Sony, a Milano, dove quella che in molti già hanno definito la “Rosalia francese” ci racconta qualcosa di sé, a partire dalle sue origini congolesi e dai continui spostamenti tra Africa ed Europa. Ora vive in Belgio, ma dell’Africa non ha dimenticato nulla. “Quando ero in Congo noi eravamo ricchi a paragone del resto delle persone del Congo, poi siamo arrivati in Belgio ed era proprio un ghetto e in Ruanda era un mezzo ghetto e poi in Belgio lo scenario è stato di nuovo super ricco e poi super povero, quindi era sempre un su e giù”, dice Lous, raccontando di come i luoghi con le maggiori privazioni le abbiano trasmesso un approccio alla vita e all’arte che è diventato una stella polare anche per la sua musica: “Avevamo così poco e condividevamo così tanto. È questo la musica per me: è dare tutto, tutto quello che hai”.

Uno dei motivi per i quali Lous ha destato attenzione tra gli addetti ai lavori è che la cantante ha come produttore El Guincho, al secolo Pablo Díaz-Reixa, la stessa persona dietro ai brani della catalana Rosalía, che con il suo “El Mal Querer”, pubblicato lo scorso anno, non è sfuggita agli occhi della critica. Lous, però, che presenta la sua musica, una combinazione di pop francese e suoni in odor di trap, come “minimalista”, non riconosce alcun fondamento al paragone: “Siamo molto diverse, l’unica cosa che condividiamo è lo stesso produttore”, specifica. Proseguendo: “È un’artista fantastica, incredibilmente talentuosa, una fantastica cantante, una fantastica autrice, è favolosa. Quindi questo è un complimento per me, ma non penso che abbiamo qualcosa in comune, di sicuro. Persino la produzione è molto diversa. Non c’è somiglianza”. Quanto alla scelta del produttore spagnolo come compagno di squadra Lous speiga di aver trovato in lui qualcuno con cui condividere una visione comune. “Mi ha spronata, mi ha spronata a essere migliore, questo è quello che ha fatto alla mia musica, l’ha spinta”, racconta, concludendo: “Penso che abbia portato la magia nel mio disco, essenzialmente”.  

Ma cosa dobbiamo aspettarci da “Gore”, il primo album di Lous and the Yakuza, che al momento ha attivo 7 EP per un totale di una cinquantina di pezzi diffusi? “Siamo stati minimali, volevamo che la musica fosse…sentire tanto con poco”, illustra, aggiungendo: “Vuoi che la gente pensi che si tratti solo di aria che entra dentro di te, come se fosse aria melodica, ossigeno melodico nel tuo orecchio, anzi nella tua testa scusa. Non mi piacciono le produzione pesanti, è qualcosa che non mi piace e penso che anche dal punto di vista della produzione ci sia da aspettarsi qualcosa di nuovo. Ci sono delle produzione nelle quali ci siamo spinti molto lontano, in modo molto strano e penso che sia sperimentale. Non c’erano persone prima di noi da cui prendere esempio, non l’abbiamo visto fare prima quindi spero che vi piacerà. Abbiamo lavorato con il cuore, soprattutto”.

Il prossimo 2 aprile Lous andrà in scena alla Santeria Toscana 31 di Milano: il concerto, l’unico previsto al momento in Italia, sarà anche la prima esibizione nella Penisola dell’artista.

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