La filosofia di Cesare Cremonini: “Ho sposato la musica, puntando su canzoni e repertorio"

Il cantautore bolognese presenta “2C2C”, la mega-raccolta e spiega i punti cardinali della sua carriera: le canzoni. La videointervista

La filosofia di Cesare Cremonini: “Ho sposato la musica, puntando su canzoni e repertorio"

Le canzoni e il repertorio: sono questi i punti cardinali della carriera di Cesare Cremonini. E sono queste le parole che il cantautore bolognese ha ripetuto di più, presentando alla stampa il box “2C2C” in uscita il 29 novembre e composto da 5CD di inediti, best of, versioni piano e voce e rarità (qua la tracklist completa). 
La scelta del luogo per incontrare i giornalisti è classica quanto queste parole: un palazzo storico milanese, una casa (privata) di una delle più importanti famiglie cittadine, che viene aperta al pubblico solo una volta all'anno. Ne vedete uno scorcio nella nostra videointervista.

Cesare ripete e spiega il concetto ad inizio conferenza e nell’intervista:  “Sono riuscito a mantenermi fedele al mio percorso, con la musica è come se avessi la fede al dito. Credo che la mia sia una bella storia da raccontare, anche per chi inizia a suonare ora: questa non è una semplice raccolta ma qualcosa che tiene assieme la cosa più importante per un artista, il repertorio. Soprattutto in questo periodo di lettura verticale delle canzoni: io invece ho sempre pensato ad una lettura orizzontale della mia carriera... Solo pensando al percorso che ho fatto si può capire  come sono arrivato ad una canzone come “Al telefono””. Anche per questa filosofia, spiega Cremonini, non ama i duetti o scrivere canzoni per altri: "Non scrivo canzoni a tavolino o su richiesta e mon sono un cantante da scuola da cant.  Sono un cantautore che fa coincidere la sua voce con le cose che dice. È un equilibrio delicato: quando le sento cantate da altri mi fa piacere, questo mestiere mi dà un senso di gratitudine. Ma mi viene anche da pensare che, quando quell’equilibrio non c’è perché le cantano altri, è che non siano così belle. Quando le sento ai talent spesso cambio canale... Quanto ai duetti: ne ho fatti due, con Jovanotti e Malika, perché avevano senso per quelle canzoni". 

 

Il primo singolo, come le ultime produzioni e gli altri 5 inediti, uniscono la tradizione della canzone classica italiana con suoni contemporanei: va bene la classicità, ma Cremonini è ben radicato nel presente: “Come tutti, oggi, sono sommerso dagli stimoli: oggi definire cosa è giusto o sbagliato nella musica sarebbe presuntuoso. Per me la modernità è legato a quanto possono durare nel tempo le canzoni che scrivo. Cerco i suoni elettronici ma rimango fedele alla grande musica del passato, come fosse un’ancora di salvezza. Questi sono sei brani centrati su di me, hanno il compito di raccontarmi: la fine di una relazione in ‘Al telefono’, l’inizio di un’altra con una persona più giovane in ‘Giovane e stupida’. Credo che oggi l’amore sia lo specchio dei nostri tempi: è li che capiamo cosa valiamo e facciamo i conti con la vita”.

Perché non un disco nuovo intero, allora, o non un solo paio di singoli? “Non sono stato mai capace di scrivere inediti per un best, ho iniziato a scrivere il mio nuovo disco, ad un certo il tempo è scaduto e ho usato le canzoni per questo progetto. Questo album è la storia della mia vita. Ho quasi 40 anni e finalmente posso dire di che non sto più maturando, sono un uomo”.

"In questi due decenni sono cambiato tante cose, dai supporti ai metodi, ma io ho sempre pensato alle canzoni”, continua Cremonini. “Tha Supreme è primo in classifica ed è molto interessante, ma non voglio e non posso competere con lui. Sono di una generazione di mezzo, quella cresciuta con gli album: una volta facevamo le fila per comprarli il giorno dell’uscita, poi è arrivato il download, ora c’è lo streaming… Un supporto, che magari è di passaggio, non può dettarmi delle regole nel modo di fare musica. Una volta l’appuntamento centrale era il disco, oggi è il live, è il momento focale del rapporto con il pubblico. A me piace tenere in equilibrio le due cose”

La prossima estate Cremonini tornerà in tour negli stadi italiani per la seconda volta (con una tappa speciale all'Autodromo di Imola): “Nel 2017 è stato pazzesco: San Siro, l’Olimpico e il Dall’Ara, primo bolognese 30 anni dopo Lucio Dalla. Gli stadi sono stati il mio grande obbiettivo: ho rinunciato ad un tour invernale nel 2020 per tornare negli stadi: sto pensando un mondo visivo per portare sul palco 20 anni di storia. Sarà un tour innovativo ma allo stesso tempo centrato sulla musica”

(gs)

Dall'archivio di Rockol - Cesare Cremonini e i suoi "Possibili scenari"
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