USA, secondary ticketing: il Congresso avvia un’indagine

Dopo la legge del 2016 gli Stati Uniti portano nuovamente ai piani alti dell'agenda governativa il fenomeno del secondary ticketing e convocano i principali attori coinvolti nella filiera della biglietteria alla ricerca di soluzioni.

USA, secondary ticketing: il Congresso avvia un’indagine

Secondo quanto riferito da Music Ally il Congresso statunitense, attraverso l’Energy & Commerce Committee, ha dato il via a un’indagine a proposito del secondary ticketing all’interno dei confini del Paese. Nel farlo, la Commissione ha convocato i maggiori attori del panorama del ticketing – Live Nation, AEG, StubHub, Vivid Seats, TicketNetwork e tickets·com – alla ricerca di “informazioni dettagliate e documenti riguardanti le politiche di ticketing e le pratiche delle società”.

“La Commissione, che ha un'ampia giurisdizione in materia di tutela dei consumatori, è preoccupata per le pratiche potenzialmente sleali e ingannevoli che si verificano nel mercato dei biglietti primario e secondario, molte delle quali sono state documentate in denunce di consumatori, articoli sulla stampa e report del governo”, si legge sul sito della Commissione, che prosegue: “Il testo dei membri [della Commissione] affronta diverse tendenze relative all'industria del ticketing di eventi dal vivo a svantaggio dei consumatori, tra le quali commissioni nascoste elevate, biglietti che danneggiano i clienti inconsapevoli e siti web "white label" che possono utilizzare pratiche per ingannare i consumatori”.

La Commissione specifica poi che sebbene negli Stati Uniti già siano state messe in atto delle misure per contrastare il fenomeno del secondary ticketing l’allarme del Congresso a stelle e strisce è dovuto al fatto che gli sforzi passati si siano rivelati, a oggi, insufficienti a tutelare il pubblico dei concerti: “I consumatori devono ancora fronteggiare una serie di pratiche e tendenze problematiche nel settore del ticketing”, si legge sempre sul sito della Commissione.

La legge che negli Stati Uniti proibisce – con pene che arrivano fino alla detenzione – l’acquisto di grossi quantitativi di biglietti online attraverso l’utilizzo di bot risale al 2016 ed era arrivata proprio dopo un’inchiesta, istruita in quel caso dal procuratore dello Stato di New York Eric Schneiderman a seguito delle speculazioni che erano emerse a proposito del “The River Tour” di Brice Springsteen.

Anche dalle nostre parti i problemi con la biglietteria secondaria non accennano a diminuire e la normativa sul biglietto nominale, entrata in vigore la scorsa estate e nata proprio per arginare il fenomeno, continua a sollevare dubbi sulla sua reale capacità deterrente, specie alla luce dei disagi che il pubblico si è trovato a fronteggiare ai concerti a partire dall’introduzione della normativa.

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