Taylor Swift, Scooter Braun le chiede di intervenire per le continue minacce di morte

Il manager Scooter Braun e la sua famiglia sono oggetto di continue minacce di morte da quando Taylor Swift ha portato all'attenzione dei fan il caso AMA 2019. Ora Braun chiede l'intervento della cantautrice.
Taylor Swift, Scooter Braun le chiede di intervenire per le continue minacce di morte

L’esibizione di Taylor Swift agli American Music Awards, che andranno in scena domenica prossima, 24 novembre, a Los Angeles, non arriva all’appuntamento con il Microsoft Theater della città statunitense con le migliori premesse. Dopo che la voce di “Lover” aveva denunciato il fatto che il manager Scooter Braun, che la scorsa estate ha acquistato la precedente etichetta di Taylor Swift, la Big Machine - e con essa i master degli album della cantautrice che vanno da “Taylor Swift” (2006) e “Reputation” (2017) -, non le avrebbe permesso di portare sul palco degli EMA i brani appartenenti al suo catalogo precedente a “Lover”, i fan dell’artista, alla cui attenzione la cantante della Pennsylvania aveva portato il diverbio, erano insorti. E sebbene i vertici dell’etichetta abbiano chiarito che Taylor Alison Swift potrà cantare tutti i brani che vorrà – qui un riassunto di quanto accaduto - le minacce di morte ricevute dai dipendenti della Big Machine, che lo scorso venerdì hanno dovuto chiudere prima i loro uffici, non si sono placate. E il manager Scooter Braun, che negli anni ha lanciato, tra gli altri, Justin Bieber e Ariana Grande, ha ora chiesto l’intervento della stessa Swift per fermare un trend che sta danneggiando Braun e la sua famiglia.

    L’esibizione di Taylor Swift agli American Music Awards, che andranno in scena domenica prossima, 24 novembre, a Los Angeles, non arriva all’appuntamento con il Microsoft Theater della città statunitense con le migliori premesse. Dopo che la voce di “Lover” aveva denunciato il fatto che il manager Scooter Braun, che la scorsa estate ha acquistato la precedente etichetta di Taylor Swift, la Big Machine - e con essa i master degli album della cantautrice che vanno da “Taylor Swift” (2006) e “Reputation” (2017) -, non le avrebbe permesso di portare sul palco degli EMA i brani appartenenti al suo catalogo precedente a “Lover”, i fan dell’artista, alla cui attenzione la cantante della Pennsylvania aveva portato il diverbio, erano insorti. E sebbene i vertici dell’etichetta abbiano chiarito che Taylor Alison Swift potrà cantare tutti i brani che vorrà – qui un riassunto di quanto accaduto - le minacce di morte ricevute dai dipendenti della Big Machine, che lo scorso venerdì hanno dovuto chiudere prima i loro uffici, non si sono placate. E il manager Scooter Braun, che negli anni ha lanciato, tra gli altri, Justin Bieber e Ariana Grande, ha ora chiesto l’intervento della stessa Swift per fermare un trend che sta danneggiando Braun e la sua famiglia.

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