I talk show di Rockol per la Milano Music Week: “Il ticketing”

L’incontro che si è svolto ieri, 21 novembre, è stato un’occasione per approfondire insieme a due figure del settore diversi argomenti correlati alla filiera dei concerti

I talk show di Rockol per la Milano Music Week: “Il ticketing”

Si è svolto ieri, 21 novembre, il talk show organizzato da Rockol a Germi per la Milano Music Week in collaborazione con TickeOne, “Ticketing”, con la presenza di Stefano Lionetti (amministratore delegato di TicketOne) e Mimmo D’Alessandro (D’Alessandro e Galli). L’incontro, moderato da Davide Poliani (Rockol) e Francesco Prisco (Il Sole 24 Ore), si è concentrato sul tema della filiera dei concerti ed è stato un’occasione per approfondire diversi argomenti correlati al mondo degli eventi dal vivo - come l’evoluzione del mercato dei grandi live in Italia e il biglietto nominale come risposta al secondary ticketing - insieme a due figure del settore, la società di vendita e distribuzione di biglietti e il promoter musicale.

Come ha spiegato l’amministratore delegato di TicketOne - piattaforma leader in Italia del mercato del ticketing - Stefano Lionetti, dal 2013 al 2018 la vendita dei biglietti per i concerti è aumentata da 8 milioni a 10 milioni, portando così a un incremento dei titoli d’ingresso in area musicale di circa 5,7% per anno e del 28% su tutto il periodo. In termini monetari, sempre tra il 2013 e il 2018, l’aumento annuo dei biglietti è stato dell’11% e nel periodo è del 56%. Il costo medio del biglietto cresce del 4% all’anno mentre il costo dei titoli d’ingresso emessi da TicketOne, relativi alla fascia alta dei concerti, cresce solo dell’1% annualmente. Mostrando questi dati Stefano Lionetti ha precisato: “C’è una percezione di aumento di costi, che sicuramente avviene ma che è distribuita a seconda della natura dei concerti.”

L’importo di ogni biglietto, infatti, tiene conto di tutti i costi che comporta un evento musicale di grandi dimensioni come la remunerazione alle piattaforme di ticketing, all’artista e al management, alle produzione fino alle società di organizzazione eventi che a loro volta - come riportato da Mimmo D’Alessandro durante l’incontro - devono tener conto di diversi aspetti economici e burocratici (questi ultimi, per D'Alessandro, il vero problema della filiera della musica dal vivo un Italia, molto più del secondary ticketing).

Dall’1 luglio 2019 è entrato in vigore il "provvedimento Battelli", ovvero la legge numero 145 - il cui primo firmatario è stato proprio l'onorevole Sergio Battelli - che prevede il biglietto nominale per eventi in strutture con una capienza superiore ai 5.000 spettatori come strumento di contrasto del fenomeno del secondary ticketing. Lo scorso 29 ottobre è andato in scena il concerto di Sting al Forum di Assago per cui i biglietti sono stati venduti seguendo le nuove direttive e in occasione del live si sono verificati alcuni disagi.
La domanda che ci si è posti in sede d’incontro con Stefano Lionetti e Mimmo d’Alessandro - tenendo conto di quanto accaduto al succitato evento meneghino - in merito all’introduzione del biglietto nominale è se sia uno strumento efficace.

“Appena abbiamo annunciato i concerti di Paul McCartney, abbiamo ricevuto diverse telefonate e la domanda più frequente è stata: 'Con il biglietto nominale succederà quanto successo al concerto di Sting?’ ed è una provocazione legittima. Questo ci preoccupa perchè con il biglietto nominale si va incontro a code all’ingresso dovute ai controlli degli spettatori”, ha spiegato il patron di D’Alessandro e Galli, a cui ha fatto eco l’amministratore delegato di TicketOne: “A oggi concerti con la nominatività ne sono avvenuti pochissimi ma abbiamo misurato quanto avvenuto ai primi concerti con il biglietto nominale. All’orario di apertura del live di Sting - già un’ora in ritardo - era entrato il 50% delle persone. Abbiamo fatto un benchmark sui concerti di Marco Mengoni al Forum di Assago - il concerto del sabato era 'vecchio stile', e quello della domenica era con il biglietto nominale, quindi si è preso in esame due concerti uguali nella stessa location e in due giorni festivi - e abbiamo avuto una capacità di far entrare le persone all’evento che era circa del 20% inferiore nel caso di biglietto nominativo. A concerto iniziato, anche se poi gli spettatori sono entrati rapidamente, c’erano ancora mille persone su diecimila mal contate che erano fuori.”

Riportando le loro testimonianze, Stefano Lionetti e Mimmo D’Alessandro sono d’accordo nel ritenere l’introduzione del biglietto nominale poco utile e che, al contrario, può portare a disagi sia per le società che lavorano dietro a un evento sia per gli spettatori e non è uno strumento efficace contro i siti di secondary ticketing dal momento che queste piattaforme raccolgono i dati degli acquirenti e per la rivendita hanno la possibilità di abilitare il cambio del nominativo.

È ormai consolidata per gli eventi musicali di grandi dimensioni la messa in vendita di diverse tipologie di biglietti tra cui i "vip pack" che, oltre a includere gadget a tema con lo spettacolo, può garantire allo spettatore l’ingresso agevolato e altri benefit.

Qual è la prospettiva del pacchetto vip in Italia? Secondo Mimmo D’Alessandro nel nostro Paese fa fatica ad avere una presa sul pubblico e si sono verificate anche richieste di rimborso da parte degli spettatori che si sono lamentati dell’offerta, ritenendosi insoddisfatti rispetto alle loro aspettative. La fascia di pubblico più predisposto a questo tipo di biglietto differenziato è per più caratterizzata da giovani. Secondo Stefano Lionetti - sottolineando che la scelta di acquisto di un vip pack comporta per lo spettatore una spesa economica maggiore rispetto a un altro biglietto - la richiesta non supera il 30%.

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