Venditti e De Gregori: Roma, l'Olimpico e la storia della loro amicizia

Ecco le informazioni relative ai biglietti per il concerto-evento che il prossimo anno vedrà i due cantautori celebrare la loro amicizia sul palco dell'Olimpico di Roma.

Venditti e De Gregori: Roma, l'Olimpico e la storia della loro amicizia

Venditti e De Gregori insieme sul palco dello Stadio Olimpico di Roma, il 5 settembre 2020. L'annuncio, come già riportato da Rockol, è arrivato ieri sera a "X Factor", dopo l'esibizione a sorpresa della voce di "Notte prima degli esami" e del Principe della canzone italiana sulle note di "Bomba o non bomba" e "La storia", seguito ora dalle informazioni relative alla vendita dei biglietti per il concerto-evento: saranno disponibili in prevendita dalle 16 di oggi, venerdì 22 novembre, su TicketOne (e dalle 11 di venerdì prossimo anche nei punti vendita abituali).

Dal Folkstudio di via Garibaldi a Trastevere, il leggendario locale che tra la fine degli Anni '60 e i primi '70 vide nascere e crescere quella che fu poi definita la prima scuola romana di cantautori, della quale Venditti e De Gregori sono stati - e sono ancora oggi - i massimi rappresentanti, all'Olimpico: sul palco dello stadio della loro città i due cantautori celebreranno la loro storia e la loro lunga amicizia, tra successi e sorprese.

Insieme condivisero il piccolo palco del locale di Trastevere sotto la gestione di Giancarlo Cesaroni, scomparso nel 1998, che trasformò lo scantinato di via Garibaldi - inaugurato qualche anno prima dall'americano Harold Bradley, appassionato di jazz - nella tana dei cantautori emergenti: oltre a Venditti e De Gregori lo frequentavano anche Giorgio Lo Cascio, Ernesto Bassignano, Edoardo De Angelis, Renzo Zenobi, Stefano Rosso, Mimmo Locasciulli, solo per fare qualche nome. Alcuni di loro si ritrovarono poi a incidere per la It, etichetta discografica fondata da Vincenzo Micocci (e distribuita dalla RCA Italiana) che all'inizio degli Anni '70 lanciò non pochi cantautori: tra questi anche Venditti e De Gregori, che nel 1972 spedirono nei negozi "Theorius Campus". Un album inciso come duo contenente sei canzoni interpretate dal primo ("Ciao uomo", "La cantina", "È caduto l'inverno", "L'amore è come il tempo", "Roma Capoccia" e "Sora Rosa"), quattro interpretate dal secondo ("Signora Aquilone", "La casa del pazzo", "Vocazione 1 e 1/2" e "Little Snoring Willy") e due cantate in duetto ("Dolce signora che bruci" e "In mezzo alla città").

Alla metà degli Anni '70, poi, una lite - scatenata da motivi mai del tutto chiariti - provocò il loro allontanamento. Quando nel 1974 De Gregori incise "Piano bar" per il suo album "Rimmel", in cui descrisse con ironia la vita di un pianista di piano bar ("Solo un pianista di piano bar / e suonerà finché lo vuoi sentire / non ti deluderà"), in molti vollero vedere in quella figura un ritratto dell'(ex) amico Antonello: "Qualcuno che odia Venditti avrà pensato che lui fosse un pianista di piano bar; io l'ho scritta pensando a un certo tipo di musicista, di quelli che suonano perché sono pagati", la risposta di De Gregori in un'intervista dell'epoca. Con "Francesco", contenuta all'interno di "Sotto il segno dei pesci", tre anni più tardi Venditti provò a ricucire la frattura: "Scusa Francesco / mi hanno ingannato / mi hanno portato via i ricordi", solo alcuni degli emozionanti versi di quella canzone pensata come una lettera.

Negli anni, poi, allontanamenti e riavvicinamenti. Nel 2003, in un'intervista ai due cantautori realizzata da Vincenzo Mollica, Venditti - rivolgendosi a De Gregori, seduto al suo fianco, e riferendosi alla sua collaborazione con De André - disse scherzosamente: "Quando De André si accorse prepotentemente di De Gregori io rimasi solo. Avevo una vena più polare ma non per questo meno severa della loro, un linguaggio meno forbito ma ugualmente forte, e colto. Dicevo: 'Ma questi due fighetti cosa vogliono?'". Non sono mancate dichiarazioni poco gentili. Come quelle che Venditti si lasciò scappare nel 2008 chiacchierando con una cronista di Libero, che le registrò e le riportò: lì il cantautore sostenne che l'amico De Gregori fosse un caso patologico per aver dato retta a Dalla sul progetto del tour congiunto "Banana Republic". "Era una forma di protezione nei suoi confronti. Mi sembrava che nel rapportarsi a Lucio, Francesco pendesse dalle sue labbra. Come cercasse una strada. Mi pareva eccessivo. De Gregori è un genio, ma non può essere soltanto un compagno di viaggio. Non segue la linea, ma eventualmente la dà. Deve e può prendersi la responsabilità della sua rotta", chiarì poi in un'intervista a Il Fatto Quotidiano.

Il ricongiungimento sul palco è avvenuto lo scorso anno all'Arena di Verona, durante il primo concerto del tour dedicato al quarantennale di "Sotto il segno dei pesci" (diventato anche un disco dal vivo, appena arrivato nei negozi, contenente la registrazione di quel duetto): "Siamo diversi, certo, ma essere diversi non implica necessariamente essere rivali: la competizione è un gioco da giornalisti musicali che non mi appartiene", ebbe a dire Venditti parlando con i giornalisti.

Pochi mesi dopo l'Arena, un nuovo duetto, stavolta sul palco del Palazzo dello Sport di Roma durante la tappa capitolina dello stesso tour, e poi a marzo al Teatro Garbatella in occasione di un concerto di De Gregori (parte della sua residency nel piccolo teatro).

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