Fossati racconta Mina: "Mi hanno detto: se non fai questo disco chiedo il divorzio"

Il cantautore ligure parla del suo ritorno dal ritiro, per lavorare con la grande cantante, le sue titubanze, e quella frase di sua moglie che ha cambiato tutto...
Fossati racconta Mina: "Mi hanno detto: se non fai questo disco chiedo il divorzio"

“Se dici di no a Mina chiedo il divorzio”: l’eccezionalità del progetto “Mina Fossati” è tutta in questa frase, detta dalla moglie di Ivano Fossati al cantautore, titubante a tornare in studio dopo essersi ritirato dalle scene 7 anni e  mezzo fa.  L’album delle due voci è in uscita venerdì 22 novembre, ma c’erano progetti simili per un lavoro assieme già alla fine degli anni ’9o, naufragati per questioni discografiche. Mina non se ne è mai dimenticata, e due anni fa ha provocato l’amico a riprovarci. Che ha raccolto, non senza esitazioni, la sfida.

L’album è stato presentato ieri sera, 18 novembre, al conservatorio di Milano, in una sala Verdi zeppa di ospiti e giornalisti, che hanno ascoltato "MinaFossati" con cuffie wireless in stile “silent disco”, con la presenza di Massimiliano Pani e del cantautore. Nell’enfatica introduzione della serata si sono usati termini come “capolavoro” prima ancora che il disco sia uscito. Esagerato o meritato? lo dirà il tempo - certo è che è un lavoro di altri tempi, per suoni e lavorazione: due anni di produzione per 12 canzoni (di cui 11 nel disco: una sola scartata perché ritenuta “troppo dolciastra”), tutte scritte da Fossati, e arrangiate da Pani. È lui il primo a raccontare il lavoro sull’album: “Le voci sono le assolute protagoniste. Fossati inizialmente ha detto che aveva smesso, poi in studio continuavano ad arrivare canzoni fantastiche. Chi scrive così, oggi? Fossati è un gigante. Io sono un suo sorcino", racconta.

 Fossati arriva per ultimo, quando l'ascolto è terminato: una semplice giacchetta di jeans, quasi come fosse lì per caso:  “In questi anni bellissimi di ritiro, sono stato in ozio. Credo che nessun’altra persona potesse portami di nuovo in uno studio se non Mina. Con il ritiro sono uscito da una routine che ho tenuto per 42 anni: questa è un’eccezione e una gioia che non mi sarei mai negato”. 

iI disco è stato inciso soprattutto a Lugano, con incursioni a Milano, negli studi liguri del cantautore e per l’orchestra, con arrangiamenti di Celso Valli, a Bologna. Ci suonano Danilo Rea al piano e organo, Faso al basso elettrico, Massimo Moriconi al contrabbasso, Luca Meneghello alle chitarre, Alfredo Golino alla batteria e Ugo Bongianni alla programmazione e tastiere. Fossati stesso suona la chitarra in diversi brani, e si aggiungono la fisarmonica di Massimo Tagliata, il sax  di Gabriele Comeglio e le percussioni di Claudio Fossati.

11 canzoni in cui le voci si alternano, con prevalenza di Fossati in alcune, di Mina in altri, e duetti in cui si affiancano con naturalezza: non c'è l'impressione che i pesi siano stati studiati, anzi: "Ci siamo posti l’obbiettivo di essere espressivi. Abbiamo lavorato sull’idea di essere degli attori che raccontavano le storie di queste canzoni, più degli acuti e sulla tecnica", spiega Fossati. "Lavorare con quelli veramente bravi è più facile, non hanno frenesie artistiche", chiosa Pani. "Il lavoro dell’arrangiatore è spesso psicoterapia dell’artista, ma questa volta non ce n’è stato bisogno. Sono due voci che cantano in modo molto simile, mirando più all’emozione che alla tecnica".

“Abbiamo di Mina l’idea che sia una grande cantante”, continua Fossati. “Ma lei è una grande musicista. Ha un grande pensiero: dietro ogni nota, ogni passaggio, c’è un grande lavoro. Ha lo stesso atteggiamento dei grandi jazzisti. Ma oltre a questo enorme potenziale artistico, è una persona adorabile”.

Fossati spiega di avere delegato con tranquillità molte scelte: “Mina è uno scanner, non ascolta ma scannerizza la muscia, non è una che canta qualsiasi cosa. Tra noi due c’è un rapporto di completa fiducia. Io mi fido delle sue scelte, anche quando sono spiazzanti: tu pensi di starle affianco, ma lei è sempre avanti, e spesso di lato”.

E, pur essendo un disco che rimanda alla storia dei due cantanti, è un disco sul qui ed ora: “ Io non avrei mai scritto 11 canzoni senza Mina accanto. Questo è un disco sul presente. Questa idea viene da qualcosa in cui io credo, ma anche dall’idea di essere stato con lei per due anni. Mina  non ama il passato ma se la fai parlare di un progetto futuro si accende e diventa un vulcano"

Qua la recensione del disco.

Dall'archivio di Rockol - Ivano Fossati racconta il disco con la grande cantante
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