NUOVOIMAIE, il convegno 'Direttiva Copyright obiettivo 2020': 'Sarà una battaglia intelligente, la filiera rimanga unita'

Alla Milano Music Week 2019 artisti, discografici e addetti al lavori hanno fatto il punto sulle nuove norme varate dal parlamento UE ma non ancora recepite dal governo italiano
NUOVOIMAIE, il convegno 'Direttiva Copyright obiettivo 2020': 'Sarà una battaglia intelligente, la filiera rimanga unita'

Si è tenuto ieri, lunedì 18 novembre, nel capoluogo lombardo, nell'ambito dell'edizione 2019 della Milano Music Week, il convegno organizzato da NUOVOIMAIE in collaborazione con Luiss Business School "Direttiva Copyright Obiettivo 2020: i nuovi scenari del mercato musicale nell’era del Web", occasione di incontro tra artisti, discografici e rappresentanti del settore del collecting per un confronto sulle prospettive aperte dall'approvazione - da parte del parlamento europeo, nel settembre del 2018 - della nuovo testo relativo al diritto d'autore.

Come premesso dal moderatore del convegno, il fondatore ed editore di Rockol Giampiero Di Carlo, l'ultimo rapporto IFPI riguardo l'andamento del mercato discografico mondiale parla molto chiaro: lo streaming, ormai, rappresenta il 47% di un mercato in costante crescita da ormai cinque stagioni, che grazie a 255 milioni di utenti a pagamento in tutto il mondo genera un volume d'affari globale pari a 19 miliardi di dollari, e non solo grazie ai giovanissimi, riguardando le fasce di utenza maggiormente in crescita gli over 35. Caduto quindi il mito della discografica che si sostiene grazie alle vendite del prodotto fisico, cosa rimane alla filiera creativa musicale? Perché il recepimento della direttiva UE sul diritto d'autore da parte del governo italiano è così importante per chiunque abbia nelle sette note una fonte di sostentamento oltre che a una passione?

"La nuova normativa rappresenta un punto di svolta, pensato per restituire a un mercato privo di regole un tessuto di norme teso a disciplinarlo", ha spiegato il presidente di NUOVOIMAIE Andrea Miccichè: "Prima la presenza della musica in Rete era regolata dalla direttiva sul commercio elettronico, che non prevedeva il controllo del prestatore di servizio sui contenuti diffusi online. La nuova direttiva, invece, stabilisce che la diffusione telematica rappresenti un atto di pubblica diffusione, avvicinandolo - dal punto di vista legale - alla diffusione televisiva e radiofonica: questo, sia in caso preventivo - cioè in fase di sigla di un contratto di licenza - che in caso di eventuale illecito, permette l'individuazione di un interlocutore o di un responsabile da perseguire. Questo è un aspetto fondamentale, sancito dall'Articolo 17, che - pur rappresentando un compromesso rispetto alla stesura originale - per lo meno equipara la diffusione sul Web alle altre modalità di pubblica diffusione. Un altro elemento importante della nuova disposizione è rappresentanto dall'obbligo di stipulare un accordo di licenza con i titolati dei diritti. Senza contare un terzo effetto della normativa - forse il più importante - che ristabilisce un'equità nella sperequazione tra i guadagni dei prestatori di servizio, ovvero le società che controllano i grandi player digitali - e i titolari dei diritti sui contenuti diffusi in Rete. In sostanza, si restituiscono delle regole a un settore privo di regole: possiamo considerare la legge europea sul copyright l'inizio di un percorso che porterà a ristabilire un'equità".

"Tutti gli attori della filiera creativa sperano che, grazie alla nuova normativa, il compenso spettante a chi scrive, esegue, registra e produce musica sia sempre più equo", ha fatto eco a Miccichè Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh e portavoce di NUOVOIMAIE: "In un'epoca dove la musica viene fruita sempre di più, la retribuzione ai titolati dei diritti deve crescere di conseguenza. Chi ha la fortuna di fare il mio lavoro fa musica perché è l'attività che risulta maggiormente gratificante dal punto di vista umano ed emotivo: il nostro approccio è quello di persone che si divertono e amano la musica talmente tanto da non pensare a quanto siano equi i contratti discografici e di sfruttamento. Io ho iniziato a interessarmi di questi temi dopo essere diventato portavoce di NUOVOIMAIE. Il mondo e i mercati stanno mutando molto velocemente, e altrettanto velocemente stanno cambiando lemodalità di fruizione della musica: è giusto che chi ci rappresenta in Europa preservi il nostro mestiere, esprimendo una sensibilità che preservi il nostro patrimonio italiano artistico. In questo senso, nella nuova direttiva non vedo niente se non cose positive. Lo streaming tiene in vita il nostro comparto, proiettandolo nel futuro, e questo è un bene, perché - per esempio - permette ai giovani artisti di farsi conoscere a prescindere dal contratto discografico, un tempo indispensabile per fare carriera. Questa situazione offre è opportunità esaltanti, ma attenzione, perché di pari passo deve esserci una normativa che garantisca agli artisti un compenso equo".

La strada verso l'applicazione completa della direttiva è però ancora lunga, e tutto meno che scontata: perché la normativa assuma lo status di provvedimento effettivo, il testo dovrà essere recepito dal governo italiano. Ecco perché, sostiene il presidente di NUOVOIMAIE Andrea Miccichè, l'industria creativa dovrà restare compatta per continuare a far valere le proprie ragioni: "La direttiva imporrà degli accordi di licenza tra filiera e player digitali, e suppongo che questo accordo sarà di tipo collettivo, e verrà stipulato con gli intermediari abilitati: sarà un'intelligente battaglia, che la filiera dovrà combattere unita".

"Abbiamo discusso di autori, di compositori, di musicisti e interpreti che dovranno essere cautelati da tutte le componenti delle quali oggi si è fatta menzione", ha concluso Battaglia: "E' importante, tuttavia, non perdere l'approccio che abbiamo con l'arte. La musica viene ascoltata sempre di più, sia in streaming che dal vivo, il comparto creativo 'funziona', perché gli artisti italiani scrivono bene e i discografici italiani che si occupano di scouting fanno bene il proprio lavoro. Quella che abbiamo descritto è un'Italia importante e creativa, che merita tutta la nostra attenzione".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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