Leonard Cohen: la storia del disco postumo raccontata dal figlio Adam

Il 22 novembre esce “Thanks for the Dance”, a tre anni dalla scomparsa del grande cantautore canadese.
Leonard Cohen: la storia del disco postumo raccontata dal figlio Adam

Il 22 novembre verrà pubblicato “Thanks for the Dance”, il primo album postumo di Leonard Cohen, il cantautore canadese venuto a mancare all’età di 82 anni il 7 novembre 2016. Qualche settimana dopo avere pubblicato “You Want It Darker” (leggi qui la nostra recensione), il quattordicesimo capitolo della sua discografia, vero e proprio testamento in musica che riflette il tema della morte e di Dio.

In “You Want It Darker” Cohen aveva lavorato fianco a fianco con il figlio Adam, che si era occupato degli arrangiamenti dell’album. Sette mesi dopo la morte di suo padre, Adam Cohen si è ritirato nel garage in cortile, vicino alla casa di Leonard, per lavorare nuovamente con il padre e per avere il conforto della sua indimenticabile voce. Queste le sue parole rilasciate alla BBC lo scorso 11 novembre:

"È difficile per me parlare di questo, sto per dire una cosa che vi suonerà strana. Vi confesso una cosa che solo chi ha perso i genitori può capire. La verità è che continuiamo a vivere con loro. Sei/sette mesi dopo la morte volevo stare ancora con lui. Lo vedo nei miei sogni e non sono sogni confortanti. È come se il mondo credesse che Leonard Cohen fosse morto ma io sapessi che non è vero! Stare con lui è così, come quello che ti succede quando ascolti una canzone e la sua voce ti copre, densa e calda, come una coperta”.

E aggiunge:

"Non avevo nulla, solo le parti vocali. Quando mio padre è morto ci sono voluti sette mesi per prendere coraggio, andare nel mio garage e iniziare a riunire il gruppo di lavoro, velocemente abbiamo creato la musica per queste canzoni di cui avevamo i testi ma pochissima parte melodica, abbiamo iniziato a pensare a  come poter tenere in vita queste canzoni, a riportarlo con noi, c’è venuto spontaneo riutilizzare delle tecniche musicali che negli anni lo hanno contraddistinto; in questo modo il pubblico sarebbe riuscito a fare un vero e proprio viaggio attraverso la musica di Leonard Cohen, mi sembrava di chiacchierare costantemente con mio padre e di chiedergli la sua".

Di "You Want It Darker" erano rimasti, come immaginabile, dei bozzetti musicali, a volte poco più che delle semplici tracce vocali. Leonard al tempo già malato, chiese al figlio di portare a termine il lavoro e così è stato. Attenzione, quelle contenute in “Thanks for the Dance” non sono delle B sides oppure delle tracce scartate dal precedente album e questo, come dichiarato da Adam al quotidiano israeliano Yediot Aharonot, sarà l’ultimo disco di Leonard Cohen:

"Non ci saranno altri album dopo “Thanks For The Dance”, questo è tutto. Quando un grande artista muore si cerca ogni minimo frammento, scarabocchio da svendere al pubblico, non in questo caso, non ci sarà nient’altro".

Il figlio di Cohen alla BBC ha spiegato quali sono le differenze che corrono tra “You Want It Darker” e “Thanks for the Dance”:

"L’ultimo album era più serio e oscuro, questo nuovo gruppo di canzoni invece ha un lato molto romantico e gentile. Aveva l’intenzione di finire queste canzoni ma non appartenevano allo stesso corpo di lavoro. Ecco perché questo non è il solito album postumo: queste canzoni sono estremamente vive, l’unico motivo per cui non erano state finite è perché non avevano la stessa gravità e oscurità di quelle incluse in “You Want It Darker”, sono state composte insieme ma sono nate per offrire una natura più romantica e poetica e non rientrano nell’oscurità che lo ha contraddistinto”.

Alla realizzazione del disco hanno partecipato graditi quanto illustri ospiti coinvolti da Adam Cohen nel progetto. A partire dal chitarrista spagnolo Javier Mas, che ha accompagnato Cohen sul palco negli ultimi otto anni in tour, per arrivare a Daniel Lanois che ha arricchito gli arrangiamenti. Oppure, ancora, a Damien Rice e Leslie Feist che hanno cantato, Richard Reed Parry degli Arcade Fire che ha suonato il basso, mentre Bryce Dessner dei National ha suonato la chitarra e Dustin O’Halloran il piano. Jennifer Warnes, collaboratrice di vecchia data di Leonard, ha registrato le secondi voci, mentre Beck ha contribuito con chitarra e arpa ebraica. 

Adam Cohen ha chiesto di partecipare anche al coro Cantus Domus e all'orchestra s t a r g a z e, entrambi basati a Berlino. Il coro Shaar Hashomayim, già presente in "You Want It Darker", ha contribuito a una canzone, co-prodotta da Patrick Watson. Infine, Michael Chaves ha curato registrazione e missaggio, come già nell’ultimo album.

Sempre parlando con la BBC Adam Cohen ha tracciato un ritratto artistico di suo padre:

"Leonard Cohen era un uomo sempre molto impegnato a completare testi e canzoni, tanto che se uscivi a cena con lui probabilmente ti parlava di un testo a cui stava lavorando, crescendo ha sempre cercato di insegnarmi questo metodo, di portarmi dentro a questo lavoro, eravamo due uomini nel business musicale, si consultava con me e alla fine sono diventato molto vicino al suo processo creativo, alla sua devozione e disciplina per questo lavoro”.

E ancora:

"Molti lo hanno paragonato a Dylan, avevano due modi di comporre musica totalmente diversi, Dylan era velocissimo componeva delle meraviglie di getto, mio padre era l’opposto: creare un brano era come lavorare il marmo, impiegava tantissimo tempo e guardava tutti i dettagli. C’è proprio una differenza nel processo creativo”.

"The goal" è l'ultimo video pubblicato di un brano estratto da "Thanks for the Dance", e lo potete vedere qui sotto.

Caricamento video in corso Link
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.