Concerti memorabili: Roger Waters, Berlino 21 luglio 1990

“Emozioni, verità e backstage dei più leggendari concerti rock”: Massimo Cotto li racconta nel suo libro “Rock Live”, di cui proponiamo un estratto
Concerti memorabili: Roger Waters, Berlino 21 luglio 1990

Ci sono spettacoli, dischi, eventi che valgono per quel che sono e altri che valgono anche e soprattutto per quel che rappresentano. C’ero, a Berlino, il 21 luglio 1990, e non è nemmeno necessario aggiungere troppo per ribadire l’importanza di quel concerto. Il Muro, quello vero e che aveva nulla a che fare con l’arte, quello che tagliava in due Berlino e la Germania, era da poco crollato e ogni mattone che cadeva era un mattone per il futuro. Si sognava, in quel periodo a cavallo tra i due decenni, la fine degli Ottanta e l’inizio dei Novanta, uno dei pochi momenti storici in cui gli accadimenti sociali sono stati più emozionanti di quelli artistici. Si sognava, senza limiti, un po’ come nei Sessanta. Avrei tanto voluto viverli, gli anni Sessanta. In realtà, li ho anche vissuti, ma con i pantaloni corti e le ginocchia sbucciate, perché avevo pochi anni.

Quando arrivo a Berlino, con giorni di anticipo, mi avvento sulla città per cercare di morderla. E, lo ammetto, non ci riesco. Ho molto amato Praga e Budapest prima della caduta dei regimi comunisti, ma non sono mai riuscito a catturare il cuore di Berlino subito dopo il crollo del Muro. Lo spazio del concerto, tra Potsdamer Platz e la porta di Brandeburgo, era l’illusione. Alexanderplatz la delusione. Avevo in testa le parole di Battiato, mi ero immaginato migliaia di volte all’angolo con Marlene, vedevo la neve, e la sera rincasavo sempre tardi, solo i miei passi lungo i viali. Invece niente, solo una piazza grigia, mentre i miei sogni erano sempre stati a colori o, meglio ancora, in bianco e nero. Il concerto fu sensazionale.

Forse, se Bruce Springsteen, Peter Gabriel e Eric Clapton avessero accettato l’invito di Roger Waters, sarebbe stato ancora più epico. O forse no. Mi spingo oltre: se quel concerto fu indimenticabile è perché gli ospiti erano al servizio dello spettacolo e della storia: Sinead O’Connor magnifica in “Mother” (ancora oggi non riesco a non commuovermi, quando ci ripenso o rivedo il video), Van Morrison stralunato e perfetto in “Comfortably Numb” (quasi fosse stata scritta per lui). E poi Scorpions, Marianne Faithfull e Ute Lemper, Brian Adams, Cyndi Lauper e Joni Mitchell. Attorno alle canzoni, dentro alla storia, c’era quel muro finto e pazzesco, che accomunava i fantasmi privati di Waters a quelli di chi era cresciuto accanto a quell’altro, di muro, quello vero. Quella sera fu prima costruito e poi distrutto, abbattuto, un muro lungo 126 metri e alto 25. Sopra c’erano i nomi di chi era caduto in guerra, le croci di chi ospitava tombe senza nome. È stato usato come schermo per proiettare cartoni animati e demoni, spettri e fantasie. Sopra le nostre teste hanno volteggiato elicotteri e un enorme maiale gonfiabile. Abbiamo visto fuochi accendersi e sfilare camionette e ambulanze, comparse travestite da nazisti e soldati veri della banda delle Forze Armate sovietiche, chiudendo la cerniera tra sogno e realtà, incubo e verità.

Ricordo lo stupore e la meraviglia di 160.000 persone a ogni invenzione di quel concerto che sembrava film, di quel film che sembrava teatro. E ho un ultimo, strano ricordo: nella fantasmagoria degli effetti speciali e delle luci, ricordo che avevo paura del buio attorno a me. Come se tutto quel buio che Berlino era stata costretta a vivere e respirare per troppo tempo potesse di nuovo sbucare fuori da un momento all’altro e farci male. Erano solo attimi. Bastava una canzone e tutto attorno e dentro a te era di nuovo luce.

Questo testo è tratto, per gentile concessione dell’autore e dell’editore, che ringraziamo, dal libro “Rock Live” di Massimo Cotto, edito da Mondadori (275 pagine, 18 euro), al quale rimandiamo per la lettura completa del capitolo relativo e per tutti gli altri concerti in esso raccontati.

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/cq1bazZD033ePhsXgzslrLJ1RBM=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/rocklivecottocopertina.jpg

Dall'archivio di Rockol - l'Us+Them tour nella versione outdoor, a Lucca e Roma
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.