I Lumineers raccontano: “Dal primo al terzo album siamo cambiati"

Wesley Schultz e Jeremiah Fraites hanno raccontato a Rockol il nuovo disco della band di "Ho hey", che il prossimo 12 luglio sarà in concerto all'Arena di Verona

I Lumineers raccontano: “Dal primo al terzo album siamo cambiati"

Wesley Schultz, Jeremiah Fraites e soci hanno dato alle stampe il loro nuovo disco lo scorso mese di settembre che, come suggerisce il titolo “III”, è la terza prova sulla lunga distanza dei Lumineers (qui la recensione). Il nuovo album della band di "Ho hey” si divide in tre capitoli, ognuno dei quali presenta un personaggio di una famiglia fittizia, e racconta la storia di tre generazioni diverse.
Ogni narrazione, legata ai componenti della famiglia Sparks - hanno raccontato a Rockol il frontman e il batterista della band statunitense - è nata durante il lavoro sull’ideale seguito di “Cleopatra” (2016), in modo naturale.
Ogni personaggio della storia, ha raccontato Wesley, è emerso direttamente dalle canzoni, nello stesso modo in cui si rivela l’immagine di una fotografia sviluppata in camera oscura. La musica ha suggerito la storia di Gloria - la protagonista del primo capitolo - quella di Junior, che è presentato nella seconda parte del disco, e infine di Jimmy. Wesley ha indicato il capitolo su quest’ultimo personaggio come il suo preferito del disco perchè è caratterizzato da atmosfere oscure e sentimenti cupi; è, inoltre, una parte fondamentale dei concerti perchè la musica, ha detto Schultz, è coinvolgente.
Jeremiah Fraites, spiegando l’approccio dei Lumineers sull’album “III” ha detto:

“Abbiamo cercato di realizzare un album onesto e sincero, semplicemente qualcosa di bello e, cosa più importante, solo canzoni che parlassero a noi, che ci mandassero su di giri.”

Il nuovo disco della band statunitense è stato accompagnato da un film diretto da Kevin Phillips, composto da un video per ogni traccia dell’album. Ogni storia degli Sparks, raccontata in musica, è stata trasposta in immagini visive; in questo modo, ha raccontato Wesley, è stato possibile suggerire quale fosse il senso di ogni canzone. Il lavoro insieme a Phillips (che, tra gli altri, ha diretto il film “Super dark times”) è stato molto importante anche perchè la fotografia dei suoi lungometraggi rispecchia i sentimenti racchiusi in “III”.

I Lumineers, pur rimanendo legati allo stile che li contraddistingue fin dal loro debutto, hanno maturato un cambiamento tra il primo e il terzo album; ogni pubblicazione discografica rivela delle differenza. Il frontman della band, per fare un esempio, ha raccontato che una canzone tratta dall’album di debutto non si adatterebbe alla tracklist di una nuova prova sulla lunga distanza. Wesley ha aggiunto:

“Sono orgoglioso del modo in cui ci siamo evoluti, perchè non è stato vissuto come una forzatura ma è stato molto naturale. Non mi preoccupa che qualcuno pensi che non cambiamo abbastanza. Quello che conta è ciò che fa cantare i nostri cuori, che ci fa venire la pelle d’oca mentre registriamo in studio."

Il frontman dei Lumineers ha poi aggiunto: "Il modo in cui raccontiamo una storia, come cerchiamo di narrare storie: queste sono le priorità, e emergono dalla musica. Sono cose impercettibili, come il fatto che non siamo diventati una synth band in cui suoniamo solo synth o batterie elettroniche; questo sarebbe drammatico. Ma penso che, a modo nostro, sia avvenuto sicuramente un cambiamento."

Il prossimo 12 luglio la band di Wesley Schultz e Jeremiah Fraites sarà in concerto all'Arena di Verona. Il leader del gruppo ha espresso la sua emozione all'idea di suonare su quel palco, ricordando che nel 2004 ha visto Sting esibirsi proprio nel teatro a cielo aperto della città veneta; nel 2020, dopo diversi anni, saranno Wesley e soci i protagonisti dell'Arena.

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