Biglietto nominale, la denuncia dei promoter: 'Secondary ticketing ancora presente'

Assomusica e Ticketone fanno il punto a cinque mesi dalla nuova normativa antibagarinaggio: molti disagi ma benefici pochi o nulli, perché...

Biglietto nominale, la denuncia dei promoter: 'Secondary ticketing ancora presente'

Si è tenuta ieri, martedì 12 novembre, presso il Senato della Repubblica di Roma, una conferenza stampa di Assomusica - l'associazione di categoria dei promoter italiani - sulla normativa riguardante il biglietto nominale, entrata in vigore per i concerti annunciati a partire dallo scorso primo luglio.

Dopo il caso del concerto di Sting al Forum di Assago, a Milano, dello scorso 29 ottobre, sempre presso il palazzetto meneghino si sono verificati altri episodi di disagio ai danni del pubblico in occasione dello show di Marco Mengoni del 10 novembre: code ai varchi, fan respinti ai cancelli perché non in possesso dei documenti di identità indispensabili per accedere allo spettacolo e altre criticità hanno convinto i promoter che la via del biglietto nominale non sia quella giusta per combattere il fenomeno del bagarinnaggio online. Anche perché - stando ai dati di una ricerca condotta da SWG sul mercato secondario dei titoli di ingresso, il secondary ticketing - nonostante le nuove disposizioni - è un fenomeno ancora presente e pervasivo, con tagliandi in vendita a prezzi maggiorati fino a 11 volte rispetto al face value - il prezzo destinato al mercato primario indicato sul biglietto stesso - sulle tre maggiori piattaforme operanti sul mercato tricolore, ovvero Ticketcity, StubHub e Viagogo.

"Tra le cause principali del fenomeno del secondary ticketing figura il fatto che in Italia, fino a qualche anno fa, non esisteva una legge che lo vietasse e che chiedesse l’oscuramento dei siti responsabili di tale fenomeno", ha dichiarato il Presidente di Assomusica Vincenzo Spera: "Anche grazie all’attività di Assomusica è stato possibile realizzare una legge del genere (legge n. 232 dell’11 dicembre 2016), che tuttavia non è stata mai applicata. Da luglio è entrata in vigore una nuova normativa, che ha portato invece numerosi problemi non solo per le associazioni di categoria, ma soprattutto per il pubblico, italiano e straniero. Sono state svolte delle analisi che dimostrano chiaramente come l’attuale norma non funzioni, soprattutto in vista del fatto che non vengono applicate le sanzioni previste nei confronti dei veri responsabili del fenomeno del bagarinaggio online".

Bagarinaggio online che, rivela la ricerca SWG, risulta essere - il più delle volte inconsapevolmente - l'opzione più comoda per gli utenti meno avvertiti, data l'alta indicizzazione delle piattaforme secondarie rispetto alle primarie e alle complicate procedure richieste per il cambio di nominativo dagli operatori primari. In sostanza, la normativa proposta da Sergio Battelli per un operatore primario come Ticketone comporta "ingenti costi e faticose operazioni di back office oltre ad una presenza massiccia sui luoghi degli eventi, per rispondere ai problemi e alle richieste di persone disorientate (frequentissimo il caso di chi acquista quattro biglietti tutti con lo stesso nominativo), tutto ciò mentre il fenomeno del bagarinaggio è ancora ampiamente presente online", ha spiegato l'ad della controllata italiana di CTS Eventim Stefano Lionetti, "Dopo 2 eventi con bligletto nominale su 130 già messi in vendita dal primo di luglio, dobbiamo prendere atto del fatto che la normativa è di difficile gestione mentre non incide minimamente sul fenomeno e che non c’è alcun tipo di vera e propria dissuasione nei confronti dei siti in questione. Da parte nostra, insieme ad Assomusica e altri operatori del settore abbiamo presentato un esposto ad Agcom, già nel marzo 2019, per chiedere misure repressive contro il fenomeno del secondary ticketing come previsto dalla Legge, tuttavia queste tardano ad essere applicate".

"Quello che bisogna combattere è il macro fenomeno che non coincide con la decisione di uno spettatore di cambiare idea all’ultimo minuto o di regalare il proprio biglietto ad un amico o a un famigliare", ha proseguito il senatore Roberto Rampi, tra i primi - nel 2016 - a proporre norme per arginare il bagarinaggio online: "Se l’introduzione del nominale all’interno di eventi sportivi è motivata dal fatto che si sono verificati purtroppo dei casi di violenza, la stessa situazione non vale per i concerti, che rappresentano anzi un momento di divertimento collettivo. Una soluzione possibile è quella di applicare e far funzionare la norma che già c’è e di cancellare, invece, la norma che è stata introdotta dall’1 luglio".

"Auspichiamo che entro fine anno possa essere mantenuto l’impegno a rivedere la norma espresso dal Ministro Bonisoli in Parlamento, lo scorso 24 luglio", ha concluso Spera: "Se lo Stato non ha la capacità di affrontare i siti in questione, chiediamo che venga almeno stabilito un tetto percentuale massimo per la rivendita, come già avviene, ad esempio, in paesi come la Germania, dove è stato stabilito il 20% massimo rispetto al prezzo di vendita".

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