Perché Spotify non propone contenuti originali in esclusiva?

Il CEO della piattaforma di streaming svedese è stato ospite di Patrick O’Shaughnessy per il podcast “Invest like the best”. Tra le cose ha raccontato che Spotify intende incrementare i suoi ricavi di oltre un miliardo di dollari ogni anno

Perché Spotify non propone contenuti originali in esclusiva?

Ospite di Patrick O’Shaughnessy per il podcast “Invest like the best”, Daniel Ek - CEO e co-fondatore di Spotify - è stato protagonista di una discussione incentrata sulla sua filosofia nel mondo degli affari, ciò che ha appreso nel corso della sua carriera e sulla strategia del colosso dello streaming svedese. Durante l’intervista Ek ha fatto luce su aspetti riguardanti Spotify, sulla possibilità o meno che la piattaforma di streaming proponga mai contenuti esclusivi secondo il "metodo Netflix" e ha fatto alcune considerazioni su H&M.

Daniel Ek - raccontando un aneddoto su un imprenditore del settore del cioccolato incontrato a Dubai e riportando il suo stupore nell’apprendere che l’uomo era soddisfatto della crescita annua della sua azienda pari al 10%, consapevole dei problemi che sarebbero sopraggiunti se l’azienda fosse cresciuta del 30% o del 50% - ha sottolineato che per far crescere Spotify al ritmo desiderato dovrebbe impiegare una totale dedizione di se stesso, assumere nuovo personale e ciò porterebbe a diverse complicazioni.

Considerando Spotify un’azienda che ha chiuso il 2018, secondo il suo rapporto annuale, con 3.651 dipendenti, Ek ha detto:

“Spotify, a oggi, è una società di 5.000 persone, che registra ricavi di molti miliardi di dollari ogni anno. Se abbiamo intenzione di mantenere quel tasso di crescita, vale a dire che dobbiamo generare un miliardo o due miliardi di nuovi ricavi ogni anno in anticipo”.

Il CEO della piattaforma di streaming ha poi aggiunto: “Tutti sanno che è molto difficile partire da zero, quindi si deve creare una cultura della sperimentazione. Una cultura in cui si corrono dei rischi e dove si va incontro a molti fallimenti, onestamente, va bene lo stesso, se vuoi sperimentare quel tipo di crescita.”

Nell’intervista con Patrick O’Shaughnessy, Daniel Ek ha poi detto: “Il progetto a lungo termine è che non possiamo dormire sugli allori. Crediamo che il nostro obiettivo di mercato sia l’audio, e che saranno almeno un miliardo, probabilmente due o tre miliardi le persone in tutto il mondo che vorranno fruire qualche forma di contenuto come quella su base giornaliera o settimanale. Se vogliamo conquistare quel mercato, penso che dovremo possedere almeno un terzo di quel mercato.”

Raccontando di voler aggiungere nuovi podcast alla libreria di Spotify, Ek ha spiegato perchè Spotify non intenda adottare la formula di Netflix - producendo contenuti in esclusiva e non disponibili alla fruizione in altri modi - e ha detto: “Nella musica, crediamo che firmare contenuti originali o istituire una nostra stessa etichetta non sia una strategia praticabile.”

Daniel Ek ha detto, per sottolineare il motivo principale di questa scelta, che non avrebbe senso per gli artisti: “Se si pensa alla maggior parte degli artisti oggi, la maggioranza delle loro entrate deriva per l’80% circa dai tour. Se questo è il tuo business, la cosa più importante che vorresti fare sarebbe diffondere la tua musica in modo più ampio possibile per creare una nuova cerchia di fan che vogliano venire ai tuoi concerti”.

Sul secondo punto, che riguarda le leggi sul copyright e su come sono emanate, Ek ha spiegato: “Ci sono molti servizi, emittenti radio o altre realtà che non necessitano di una licenza per ogni contenuto. Possono fare affidamento su licenze statuarie e utilizzare il contenuto. Quindi, anche se volessimo distribuire contenuti in esclusiva, non potremmo impedire alle radio o anche a YouTube, per esempio, di offrire gli stessi nostri contenuti. Il valore dell’esclusività non è rilevante nel mondo della musica.”

In terzo luogo, distribuendo contenuti in esclusiva, Spotify diventerebbe competitor dei suoi stessi fornitori e, ha sottolineato il CEO della piattaforma streaming, “Non sarebbe una brillante idea.”

Secondo i prognostici di Daniel Ek, il mondo globalizzato del 2019 vedrà vincitrici le realtà che operano su scala globale - come Spotify - e quelle che offrono prodotti di nicchia; al contrario chi opera nei settori di mezzo del business rischia di essere schiacciato. 

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