Neil Young: l'uso di marijuana blocca la richiesta di cittadinanza negli Stati Uniti

Il musicista canadese, per il momento, non può ancora diventare cittadino americano.
Neil Young: l'uso di marijuana blocca la richiesta di cittadinanza negli Stati Uniti

Neil Young è nato a Toronto (Canada) il 12 novembre 1945 ed è un fiero cittadino canadese a tutti gli effetti. Anche se il suo lavoro, da oltre cinquanta anni a questa parte, lo ha portato ad avere la sua residenza negli Stati Uniti.

Un paio di settimane fa, il musicista che ha composto “Rockin’ in the Free World” aveva annunciato che il prossimo dicembre, dopo avere avviato tutte le pratiche del caso, avrebbe preso la cittadinanza statunitense così da poter votare anche negli Stati Uniti.

Pareva tutto fatto, senza alcun problema, nell’attesa che potesse prestare giuramento domani, 12 novembre, ma ora è sopraggiunto un intoppo, come comunica e rivela lo stesso artista nei suoi Neil Young Archives. Infatti l’approvazione della sua pratica è stata ritardata a causa del suo uso di marijuana.

Questo il messaggio pubblicato da Young:

“Voglio essere un doppio cittadino e votare. Quando di recente ho fatto domanda per avere la cittadinanza americana, ho superato il test. È stato un colloquio in cui mi sono state poste molte domande. Io ho risposto sinceramente e sono passato. Recentemente, tuttavia, mi è stato comunicato che devo fare un altro test, a causa del mio uso di marijuana poiché alcune persone che la fumano abbiano mostrato problemi. Il problema è definito in una aggiunta del 19 aprile 2019 della Procura Generale. L’USCIS (il dipartimento della sicurezza nazionale degli Stati Uniti che gestisce il sistema di naturalizzazione e immigrazione) ha emesso un avviso che recita: ‘Un richiedente che è coinvolto in determinate attività legate alla marijuana potrebbe non avere GMC (Good Moral Character) se viene riscontrato che ha violato la legge federale anche se tale attività non è illegale ai sensi delle leggi statali o per le leggi estere’. Mi auguro sinceramente di aver mostrato un buon carattere morale e di poter votare con coscienza su Donald J. Trump e i suoi colleghi candidati americani (finora sconosciuti). Vi terrò aggiornati, ma non credo che potrò rimanere parcheggiato qui durante il procedimento”.

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