Dopo 13 anni, un nuovo disco solista di T Bone Burnett

Dopo 13 anni, un nuovo disco solista di T Bone Burnett
Dopo tanti anni trascorsi a lavorare proficuamente alla corte degli “studios” di Hollywood, lo schivo cantautore/produttore texano orchestratore della pluripremiata colonna sonora di “Fratello dove sei?” (quattro Grammy) e protagonista di altri progetti musical-cinematografici di rilievo (“Ritorno a Cold mountain”) è pronto a tornare con un disco a suo nome per la DMZ affiliata a Columbia/Sony, l’etichetta da lui creata ormai tre anni fa insieme con i fratelli Coen (vedi News). L’atteso seguito di “The criminal under my own hat” (1992) si intitola “The true false identity” e arriverà nei negozi nel mese di agosto, accompagnato da un doppio retrospettivo sulla carriera del musicista, “20/20”. “Abbiamo registrato tra i 15 e i 18 pezzi”, ha spiegato Burnett alla testata Hollywood Reporter, “e l’80 % è frutto di improvvisazioni in studio, un po’ sullo stile di Miles Davis all’epoca di ‘Jack Johnson’. Il suono è molto primitivo, e personalmente ho vissuto questo disco come una forma di emancipazione. Chiunque lavori nel business discografico è vittima di una sindrome di Stoccolma e io mi sento finalmente deprogrammato”. Chi ha già ascoltato “The true false identity” parla in effetti di un disco dalle sonorità molto crude e percussive, con un tocco di sperimentalismo garantito dalla presenza di ospiti come Marc Ribot.
Burnett nel frattempo non accenna a diminuire i suoi impegni per il cinema. Il texano ha curato la colonna sonora di “Walk the line”, cinebiografia sulla vita di Johnny Cash in uscita ad autunno nelle sale americane con Joaquin Phoenix nel ruolo di protagonista (e anche di cantante); ha scritto tre pezzi per “Don’t come knockin’” di Win Wenders, che verrà presentato in anteprima a Cannes il mese prossimo; e anche una nuova canzone con Elvis Costello (“Sulfur to sugar cane”, cantata da Sean Penn nel remake di “All the king’s men”, “Tutti gli uomini del re”), rinnovando un sodalizio che ha già dato ottimi frutti con il lodato “King of America” (1986) e più recentemente con “Scarlet tide”, brano incluso nella colonna sonora di “Ritorno a Cold Mountain” e poi ripreso dal cantautore nel suo ultimo “The delivery man”.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.